Il fatto
17.03.2025 - 11:13
Un imprenditore abituato a muoversi sul filo delle regole,, tre società fatte fallire a tavolino, debiti occultati e conti spariti nel nulla. È questo lo scenario che ha portato i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma a mettere i sigilli a due aziende operanti nel settore della panificazione tra Anzio e Nettuno, in esecuzione di un decreto emesso dal G.I.P. del Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
L’operazione, condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Nettuno, ha svelato un preciso schema illecito costruito nell’arco di un decennio: il titolare, già noto alle forze dell’ordine, aggirava sistematicamente fornitori e fisco creando una catena di società fantoccio. Ogni volta che una di queste accumulava debiti, l’imprenditore la svuotava dei beni, li trasferiva a una nuova azienda e poi lasciava che il fallimento facesse il suo corso, lasciando dietro di sé un cratere di debiti e lavoratori in bilico.
Ma non è tutto. Le indagini hanno rivelato che, per ostacolare gli accertamenti, l’amministratore occultava le scritture contabili obbligatorie, sottraendole sia agli investigatori che ai curatori fallimentari. Una mossa pensata per far sparire ogni traccia di patrimoni, mezzi e flussi di cassa, e garantire così all’imprenditore la possibilità di continuare a operare sotto traccia.
E nonostante l’ultima società sia stata dichiarata in liquidazione giudiziale nel dicembre 2024, l’attività illecita non si era mai fermata: le vendite proseguivano, finché pochi giorni fa i finanzieri hanno chiuso tutto, apponendo i sigilli ai punti vendita. Ora si attende la nomina di un amministratore giudiziale che dovrà tentare di risanare i conti e, soprattutto, tutelare i lavoratori coinvolti.
L’imprenditore è stato denunciato per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, e fino al giudizio definitivo vale la presunzione di innocenza.
L’operazione conferma ancora una volta la stretta delle "fiamme gialle" e della magistratura sui reati economici, che mettono in ginocchio imprese oneste e lavoratori, minando alla base la fiducia nel sistema economico e nella concorrenza leale.
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