Il fatto
22.12.2025 - 07:00
Il presidente del Cda di Abc Alessandro Angelini
Alla luce delle tensioni emerse nelle ultime settimane e del quadro amministrativo sempre più incerto che ruota attorno ad Abc, l’azienda speciale che gestisce il servizio rifiuti a Latina, arriva una dura replica del Consiglio di amministrazione di Abc, un fatto inusuale nel dibattito tecnico che assume il valore di un vero e proprio chiarimento politico-amministrativo.
Un intervento che arriva mentre la città continua a fare i conti con servizi di pulizia straordinari annunciati dal sindaco e dallo staff ma mai partiti (legati all’approvazione del bilancio 2025-2026-2027), bilanci in ritardo e responsabilità che si rimpallano tra Comune e azienda. Il contesto è quello di un fine anno segnato da scadenze mancate e atti approvati solo in parte, con il rischio concreto di paralizzare la programmazione futura del servizio di igiene urbana. Il nodo dei bilanci resta centrale.
Da un lato, il mancato via libera al bilancio preventivo triennale 2025-2027 impedisce ad Abc di pianificare assunzioni, investimenti e attività straordinarie; dall’altro, il bilancio consolidato 2024 diventa l’unico atto su cui il Consiglio comunale è chiamato a esprimersi entro la fine dell’anno. Proprio per questo il Cda, presieduto da Alessandro Angelini e composto da Daniela Moscarino e Alessandro Pietragiacomi, ha ritenuto necessario intervenire pubblicamente, parlando di “alcune rappresentazioni non veritiere emerse a più riprese nel dibattito pubblico” e rivendicando la correttezza dell’operato dell’azienda.
La posizione del Cda e il bilancio 2024
Nel documento, il Consiglio di amministrazione chiarisce che il bilancio 2024 “è stato redatto nel pieno rispetto della normativa vigente” e che la successiva riformulazione non è dipesa da errori, ma esclusivamente dalla riduzione del corrispettivo riconosciuto dal Comune ad Abc, decisa e formalizzata solo dopo la prima stesura del documento contabile.Il Cda precisa inoltre che un eventuale risultato economico positivo non costituisce profitto, ma uno strumento di equilibrio: “l’utile di esercizio non è distribuibile e deve essere destinato al mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario e al miglioramento dei servizi”. Un chiarimento volto a ribadire che la sostenibilità economica dell’azienda è un interesse diretto della collettività.Infine, Abc ricorda che i trasferimenti comunali coprono solo una parte dei costi complessivi del sistema rifiuti, circa la metà di quelli inclusi nella TARI 2024, richiamando così la complessità del quadro tariffario e gestionale su cui spesso si innestano letture semplificate.
Il nodo del bilancio 2025
Altro punto nevralgico motivato dai revisori al centro di ritardi nell’approvazione e di un nuovo blocco negli uffici comunali è il bilancio dell’esercizio 2025, ormai di imminente chiusura, «al fine di evitare interpretazioni non corrette del risultato economico previsto». Anche qui si prospetta, dicono i revisori «un risultato di esercizio positivo, non originate da scelte discrezionali dell’Azienda adottate in spregio al principio del pareggio, bensì da una esplicita richiesta di razionalizzazione dei servizi richiesta dal Comune, nonché da circostanze contingenti rispetto alle originarie previsioni di bilancio.
Un passaggio che ha un chiaro peso politico, perché sposta la responsabilità del risultato dai vertici aziendali alle decisioni assunte a monte dall’amministrazione.
I costi del personale
Sul piano economico, il Cda chiarisce che uno degli elementi determinanti riguarda il costo del personale. In fase di previsione, Abc aveva stimato maggiori oneri legati al rinnovo del contratto collettivo nazionale già a partire dal 2025. Le decisioni successive, però, hanno rinviato gli effetti degli aumenti agli anni 2026 e 2027, producendo “un minor impatto del costo del personale rispetto a quello inizialmente preventivato”. Un elemento che rafforza la tesi di una gestione definita “corretta e prudente”, ma che al tempo stesso rischia di alimentare nuove tensioni politiche sul tema delle assunzioni e dell’organico.
Il Cda richiama poi con forza la condizione di gestione provvisoria in cui si trova l’azienda, dovuta all’assenza di atti di indirizzo da parte del Comune. Una situazione che, si legge, “limita in modo significativo la capacità dell’Azienda di programmare e realizzare investimenti e interventi migliorativi”, con ricadute dirette sul servizio di igiene urbana. In attesa dell’approvazione del nuovo Piano industriale, l’unico intervento considerato non più rinviabile è l’avvio del porta a porta per le utenze non domestiche del centro. Un servizio definito “strategico” per ridurre l’indifferenziato, contenere i costi di smaltimento e aumentare i contributi dei consorzi di filiera, con benefici economici per l’intero sistema e, indirettamente, per la TARI.
Infine, il Consiglio di amministrazione rivendica anche un profilo etico e istituzionale del proprio operato, ricordando che i suoi componenti percepiscono “esclusivamente un gettone di presenza pari a 30 euro per seduta” e che l’intera somma è stata devoluta ai lavoratori dell’azienda. Un passaggio dal forte valore simbolico, che punta a rafforzare la legittimazione politica del Cda in una fase di forte esposizione pubblica, ribadendo l’impegno a operare «nell’interesse della comunità».
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