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La storia

La seconda vita di Lelio grazie al rene donato da mamma Paola

Il racconto di chi ha ricevuto e di chi invece ha deciso di dare: l’amore per un figlio, più forte della paura di non farcela

La seconda vita di Lelio grazie al rene  donato da mamma  Paola

Ogni anno, su queste colonne, finiscono centinaia di storie. Ma alcune restano impresse, arrivano dritte al cuore, e lasciano un segno indelebile. La vicenda di mamma Paola e di suo figlio Lelio è una di quelle. Una storia di coraggio, di amore sconfinato, di rinascita, che ha commosso non solo la comunità di Cisterna e Latina, ma chiunque abbia avuto la fortuna di seguirla da vicino.

Paola e Lelio gestiscono una delle poche edicole rimaste in città, proprio davanti al Tribunale di Latina, un piccolo luogo dove la quotidianità incontra la vita della comunità. Eppure, dietro l’apparente normalità, c’era una battaglia silenziosa. Lelio, da anni soffre di Glomerulonefrite mesangio proliferativa IgM, una malattia autoimmune che lentamente compromette la funzionalità dei reni. Due casi in Italia. Negli ultimi mesi, l’insufficienza renale era diventata talmente grave da costringerlo alla dialisi quotidiana. La vita, per lui, si era trasformata in un conto alla rovescia di visite mediche, macchinari e ansia per ogni sintomo.
Poi la decisione che ha cambiato tutto: Paola ha scelto di donargli un rene.

Ci incontriamo nell’edicola, tra giornali, riviste e il profumo del caffè appena preparato. La loro storia è fatta di gesti piccoli ma significativi: un sorriso dietro al bancone, un abbraccio che racconta giorni difficili, una battuta per stemperare l’ansia.
«Quanti mesi sono passati dall’operazione?» chiediamo. «Cinque,» risponde Paola. E poi guarda Lelio: «E sono stati i cinque mesi più strani della nostra vita».

«Come è cambiata la vita da quel giorno?» chiediamo a Lelio. «Positiva… decisamente positiva» dice, con un sorriso che tradisce la fatica ma anche la speranza. «Cose che prima sembravano normali, come camminare o svegliarsi senza macchina per la dialisi… adesso le senti davvero. Anche solo fare quattro passi, vedere il sole, sentire che puoi mangiare qualcosa senza pensare al potassio… fa la differenza».

Paola ricorda i giorni dell’attesa con lucidità e commozione. «Quando mi hanno detto che potevo essere compatibile, ho avuto chiaro che avrei donato. Non ci ho pensato nemmeno un secondo. Era chiaro che dovevo farlo».

Lelio ammette che, all’inizio, non riusciva neanche a comprendere la portata del gesto della madre. «Ero in ospedale, stavo per iniziare la dialisi quella mattina… ero in una specie di bolla, non capivo davvero la grandezza del gesto di mia madre. Quando me l’ha detto, l’ho abbracciata, ma ero rintronato dalla dialisi».

Paola racconta i dettagli della preparazione all’operazione: visite, esami, colloqui con psicologi, incontri con l’equipe medica. «Ci siamo mossi passo passo, con cautela. Non ho detto a Lelio dei rischi fino in fondo, non volevo spaventarlo. E poi c’erano anche i miei altri due figli… ansie, dubbi, ma alla fine la decisione era mia, e l’ho presa con il cuore».

Il trapianto si è svolto al Policlinico Gemelli di Roma. La compatibilità tra madre e figlio era quasi “clonale”, come hanno confermato i medici. Il rene ha cominciato a funzionare subito. Paola ricorda il momento: «È stato incredibile, vederlo vivere di nuovo senza dialisi. Come se il rene avesse riconosciuto da chi veniva. Non avrei potuto chiedere di meglio».

I giorni successivi all’operazione sono stati pieni di ansia e speranza. «La prima cosa che ho fatto quando ho riaperto gli occhi», racconta Lelio, «è stata chiamare i ragazzi che stavano giù. La sensazione? Strana, incredibile, come se stessi vivendo un film. Non immaginavo che sarebbe andata così bene».

La comunità ha seguito la vicenda con partecipazione. Persone che passavano davanti all’edicola chiedevano notizie, mandavano messaggi di vicinanza. Qualche commento negativo non è mancato, ma la solidarietà ha avuto il sopravvento. «La gente ci ha sostenuto», racconta Paola, «ci ha fatto sentire vicini anche nei momenti più difficili».

La storia ha avuto risonanza anche a livello nazionale. Oltre ai media locali, anche le tv nazionali hanno raccontato la storia di coraggio della signora Paola. Una storia omaggiata anche dal sindaco di Cisterna, Valentino Mantini, che ha voluto incontrare Paola per sottolineare il valore del gesto. «Ha dimostrato altruismo e forza incredibili. Il suo esempio illumina tutta la comunità e ricorda quanto la donazione di organi possa salvare vite», aveva detto quel giorno Mantini.

Oggi, a sei mesi dall’operazione, Lelio affronta la vita con un rene nuovo, un futuro più sereno e una prospettiva che prima sembrava impossibile. Paola sorride guardando il figlio: «Finalmente possiamo guardare avanti con ottimismo. Ogni giorno è una piccola vittoria. E ogni sorriso di Lelio vale tutto».

Una storia di amore sconfinato, di coraggio silenzioso, di attesa e rinascita. Una vicenda che dimostra quanto un gesto umano possa cambiare la vita, non solo di chi lo riceve, ma di chi lo compie, e di tutti quelli che lo osservano. Perché a volte, dietro un rene donato, c’è la possibilità di ridare vita, speranza e futuro.

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