Il fatto
05.01.2026 - 09:56
Ha detto che quella sera, quando ha rapinato una studentessa peruviana in metropolitana a Milano, era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Sono le dichiarazioni spontanee rilasciate da Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni di origine peruviana, indagato per l’omicidio di Aurora Livoli. E’ quello che ha detto quando è comparso davanti al gip del Tribunale di Milano per la convalida della tentata rapina ad una ragazza in metro. Pochi minuti dopo, alle 22,45 viene ripreso da una telecamera insieme ad Aurora.
Quell’immagine è un momento chiave dell’inchiesta, così come lo è stato il riconoscimento della vittima della tentata rapina che ha offerto ai Carabinieri della Compagnia Porta Monforte una descrizione dettagliata dell’uomo.
Nel corso dell’interrogatorio il 57enne ha riferito di essere lui l’uomo ripreso dalle telecamere di sicurezza della metropolitana alla stazione di Cimiano nel tentativo di rapinare il cellulare alla giovane che stava rientrando a casa.
Il gip ha convalidato l’arresto per la tentata rapina e ha lasciato in carcere Velazco. Giovedì difeso dall’avvocato Massimiliano Migliara, sarà ascoltato dal pubblico ministero Antonio Pansa, è stata la difesa a chiedere l’interrogatorio. Il 57enne ha diversi precedenti penali: rapina aggravata, immigrazione clandestina e violenza sessuale per un episodio avvenuto nel 2019 con una condanna diventata definitiva che ha finito di scontare nel 2024.
In base a quanto è emerso il 57enne era entrato in Italia nel 2017 ed era diventato irregolare nell’agosto del 2019, il Prefetto di Milano aveva firmato un provvedimento di espulsione con relativo decreto di accompagnamento coattivo alla frontiera il 6 agosto sempre del 2019. Quattro anni dopo, nel giugno del 2023 Valdez Velazco ha richiesto il rilascio del permesso di soggiorno che gli è stato respinto perché ritenuto socialmente pericoloso. Il 25 marzo del 2024 è stato arrestato perché era rientrato in Italia e non aveva rispettato il termine di cinque anni dall’esecuzione dell’espulsione. Era stato emesso un nuovo provvedimento sempre per la stessa ragione: socialmente pericoloso. Era il 26 marzo del 2024.
In base alla ricostruzione degli investigatori, Valdez Velazco non è stato rimpatriato per un motivo: aveva il passaporto scaduto nel maggio 2022 e quindi in un secondo momento è stata chiesta l’assegnazione in un Centro di permanenza per i rimpatri ma il posto in un secondo momento è stato rifiutato per una inidoneità alla vita in comunità, decretata dal medico per una patologia. Aveva l’ ordine a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni. Queste le tappe.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione