Il fatto
09.01.2026 - 20:00
A distanza di circa un anno dal caso-Herasmus si sta replicando in questi giorni l’interruzione improvvisa di un servizio diurno per donne con handicap. L’Istituto del Sacro Cuore di Formia, dove da moltissimi anni le suore e operatori specializzati assistono soggetti con disabilità e difficoltà motorie e psichiche, alcuni come ospiti fissi, altri come iscritti al centro di assistenza diurna, ha comunicato alle famiglie che il servizio è interrotto. Ma questa comunicazione è arrivata all’improvviso, l’otto gennaio, quando doveva appunto riprendere il servizio che peraltro include anche il trasporto garantito dai servizi socioassistenziali della Asl.
Per noi è stato un colpo durissimo - dice un familiare - perché vediamo queste ragazze in uno stato di sofferenza. Quel centro per loro era una ragione di vita. Non si può interrompere un servizio in questo modo, senza neppure dare il tempo alle famiglie di organizzarsi per attutire l’impatto emotivo per le ospiti, oltre che organizzativo».
Una delle motivazioni formali fornita ai parenti e tutori delle ospiti è che l’Istituto sta affrontando una trasformazione organizzativa per diventare una Rsa con autorizzazione regionale. Fino a due giorni fa però questo passaggio non includeva l’interruzione del centro diurno. Ieri alcuni familiari hanno inviato una lettera aperta all’Istituto del Sacro Cuore e, per le rispettive competenze, al sindaco di Formia e al dirigente del Settore Servizi sociali del Comune.
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