Il caso
16.01.2026 - 20:38
Non è solo un regolamento fermo in un cassetto, ma una domanda politica rimasta senza risposta per mesi: chi governa davvero i processi nella città, la politica o gli atti amministrativi? È da questo cortocircuito che nasce il caso del Piano antenne, bloccato da oltre tre mesi negli uffici nonostante l’approvazione unanime dopo due anni di lavoro, e diventato ieri il terreno di una resa dei conti in commissione Trasparenza. Una vicenda che, complice l’installazione di una nuova antenna 5G a ridosso della scuola primaria Rodari, ha allertato i cittadini, fino allo sblocco annunciato: martedì il regolamento arriverà finalmente in commissione Ambiente con i rilievi della segretaria generale, per riavviare l’iter di approvazione definitiva. È quanto emerso ieri al termine di una lunga giornata di chiarimenti iniziata dalla seduta di Trasparenza, presieduta da Maria Grazia Ciolfi, e proseguita nel pomeriggio con una riunione interna alla maggioranza. Un confronto interno resosi inevitabile dopo il pressing del presidente della commissione Ambiente, Alessandro Porzi, che aveva sollevato con forza il caso del regolamento bloccato negli uffici, arrivando a minacciare le dimissioni, ribadite anche ieri in aula se non fosse arrivata una soluzione. Nel corso dei lavori, davanti a una presenza numerosa di cittadini, il dirigente del servizio Ambiente Gian Pietro De Biaggio e la funzionaria Jessica Trani hanno ricostruito l’iter amministrativo seguito per l’antenna 5G installata su un palazzo di via Fiuggi. La documentazione presentata dalla società è stata ritenuta formalmente conforme e, in assenza di una conferenza dei servizi, il titolo autorizzativo si è formato attraverso il silenzio-assenso e l’autocertificazione del gestore. Durante la seduta è emersa l’esistenza di controdeduzioni tecniche risalenti a novembre, mai trasmesse al presidente della commissione e maturate all’interno del servizio Ambiente, un elemento che rende, secondo le opposizioni, «ancora più incomprensibile il silenzio dell’assessore Addonizio», rimasto assente dal confronto nonostante «la gravità e l’urgenza della vicenda. La città non può più permettersi ritardi colpevoli su un tema così delicato, che riguarda la salute pubblica, la trasparenza amministrativa e la credibilità delle istituzioni». E’ stata ascoltata anche la segretaria generale Macrì, che ha ribadito la necessità di riallineare indirizzo politico e attività amministrativa per l’approvazione del Piano. Da Alessandro Porzi un intervento duro per richiamare la politica al suo ruolo fondamentale: «A me interessa poter guardare in faccia i cittadini e al netto del rispetto della legge – ha spiegato – tutti dovremmo interrogarci sul perché, dopo due mesi e nonostante le sollecitazioni, non sia arrivata alcuna risposta. Sono gli atti amministrativi che devono essere al servizio della collettività e quando diventano il fine e non il mezzo vuol dire che c’è qualcosa che non va. Il primo diritto da tutelare non è solo quello formale, ma il diritto che nasce dal patto sociale tra istituzioni e cittadini». Sulla stessa linea gli interventi dei consiglieri di maggioranza Vincenzo Valletta e Giuseppe Coriddi che hanno ricordato come l’indirizzo politico fosse chiaro da tempo mentre Maurizio Galardo ha chiesto che l’antenna non sia messa nelle condizioni di essere operativa se non siano stati verificati con attenzione tutti gli aspetti. Accorati, infine, gli interventi dei cittadini. L’amministratore del condominio interessato ha denunciato di essersi ritrovato “da un giorno all’altro” con un’antenna senza un reale coinvolgimento, sottolineando il danno economico subito in termini di svalutazione degli immobili. Altri residenti hanno espresso timori per la salute dei bambini che frequentano la scuola Rodari: «Chi ci garantisce che non ci siano pericoli legati all’esposizione alle onde elettromagnetiche, i nostri rischi chi li valuta?». Una preoccupazione che ha reso evidente, ancora una volta, come l’assenza di un Piano antenne stia lasciando la città senza uno strumento chiaro di governo del territorio. Martedì, con il ritorno del regolamento in commissione Ambiente, si apre ora una finestra decisiva per colmare questo vuoto.
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