Cerca

Il fatto

Coldiretti in piazza a Strasburgo: “Stop alle importazioni sleali"

Oltre mille agricoltori in corteo fino al Parlamento europeo. Presente anche una delegazione di Coldiretti Latina guidata dal presidente Daniele Pili

Coldiretti in piazza a Strasburgo: “Stop alle importazioni sleali"

Stop alle importazioni di cibi che non rispettano gli standard europei e che rischiano di mettere in difficoltà le aziende agricole, oltre a compromettere la sicurezza alimentare. È il messaggio lanciato da Coldiretti, scesa in piazza oggi a Strasburgo con una mobilitazione che ha portato oltre mille agricoltori in corteo fino al Parlamento europeo. Alla manifestazione era presente anche una delegazione di Coldiretti Latina, guidata dal presidente Daniele Pili, a sostegno delle richieste avanzate a livello nazionale e comunitario.

La linea è netta: “Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi”, indipendentemente dal Paese di provenienza. Per Coldiretti, la mancanza di reciprocità crea un mercato sbilanciato e penalizza chi produce rispettando vincoli e norme stringenti su sicurezza, ambiente e lavoro. Da qui la richiesta di un rafforzamento dei controlli, perché – sottolinea l’organizzazione – oggi “solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere”.

In piazza a Strasburgo, Coldiretti ha sfilato al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea, con la guida del presidente nazionale Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo. Nel mirino anche la Commissione europea e, in particolare, la presidente Ursula Von der Leyen, accusata di una gestione “ideologica” che starebbe mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. Coldiretti chiede “reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale”, sostenendo che senza questi presupposti la Commissione non starebbe tutelando né i cittadini consumatori né le produzioni europee.

Tra i punti rivendicati anche l’origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e l’abolizione del meccanismo del codice doganale dell’“ultima trasformazione”, ritenuto un inganno che può mascherare la provenienza reale delle materie prime. Coldiretti denuncia inoltre il peso della burocrazia, quantificato in “100 giorni di lavoro sottratti ogni anno” alle imprese agricole.

Forte anche la critica al negoziato sul Mercosur, indicato come simbolo di accordi che aprirebbero le porte a importazioni senza adeguate garanzie sanitarie e ambientali. Coldiretti annuncia che la mobilitazione continuerà finché non verrà cambiata la rotta, per difendere agricoltura, redditi e qualità del cibo europeo.

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione