Multiservizi
05.02.2026 - 16:30
Il Comune di Aprilia rallenta nel piano di privatizzazione dei servizi a rilevanza economica storicamente affidati alla Multiservizi. Nei giorni scorsi infatti l’Amministrazione comunale, in accordo con il Collegio dei liquidatori dell’Asam, ha deciso di posticipare a inizio marzo l’ingresso del nuovo gestore per le pulizie degli edifici comunali (la Cns società cooperativa), prorogando per un mese il servizio di sanificazione all’azienda speciale che da anni si occupa di questa attività. Una scelta probabilmente pensata per evitare traumi in questa fase di transizione, un periodo che servirà anche per capire come ricollocare i lavoratori della municipalizzata impegnati in questo settore.
La decisione dell’Ente di piazza Roma di accelerare quel processo di esternalizzazione partito con la delibera di Consiglio comunale del 2017 che avviò la liquidazione dell’Asam crea timori tra i dipendenti, preoccupati per il loro futuro in caso di smantellamento della Multiservizi. Perciò nei giorni scorsi la Fp Cisl ha convocato un’assemblea con il personale, annunciando la volontà di proclamare lo stato di agitazione e di chiedere un incontro al Prefetto di Latina per cercare una mediazione sul tema. Una posizione ribadita in questi giorni con una nota congiunta della segreteria generale della Fp Cisl Enza Del Gaudio, del segretario provinciale degli Enti locali Raffaele Paciocca e del coordinatore territoriale del terzo settore Leopoldo Gagliardi. «L’esternalizzazione dei servizi non rappresenta una scelta opportuna né sotto il profilo economico, né sotto quello organizzativo e funzionale, soprattutto in assenza - afferma la Fp Cisl - di una visione complessiva sul destino dell’Asam. L’azienda da nove anni si trova in una condizione formalmente definita di liquidazione, avviata secondo una procedura irrituale per un ente strumentale del Comune, caratterizzata da un insieme di prescrizioni tali da non comportare l’interruzione delle attività aziendali». L’organizzazione sindacale inoltre sottolinea come la delibera del 2017 non preveda tassativamente di privatizzare i settori. «È utile ricordare che gli atti amministrativi adottati nel 2017 prevedevano il mantenimento delle attività all’interno del perimetro pubblico - continua il sindacato - e un giudizio di valutazione sull’opportunità di trasferire alcuni rami di azienda alla Progetto Ambiente. Inoltre il Tuel non impone l’esternalizzazione ma richiede che ogni decisione sia coerente, sostenibile e orientata alla qualità del servizio e alla tutela del lavoro».
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