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L'udienza

Processo sull'attentato al sindaco, battaglia sulle intercettazioni

Sentito l’ufficiale che ha redatto l’informativa finale, la difesa contesta la riconducibilità delle frasi ascoltate alla preparazione dell’incendio contro Magnafico

Attentato al sindaco, ieri la ricostruzione

Udienza lunghissima, a tratti nervosa, determinante per capire se e perché Vincenzo Zizzo ha ordinato di bruciare l’auto del sindaco di Lenola, Fernando Magnafico. Il testimone sentito ieri è l’ufficiale dei carabinieri che ha redatto l’informativa in base alla quale la Procura accusa Zizzo di attentato a corpo politico, reato assai grave nel contesto di una storia che, per come è stata ricostruita finora, era in grado di destabilizzare l’assetto democratico di un piccolo centro qual è Lenola. Il tenente che ha ricostruito la vicenda ha ripercorso le fasi principali che portarono fino a Zizzo, ossia una serie di intercettazioni telefoniche. Per altro verso la difesa di Vincenzo Zizzo ha eccepito sulla reale riconducibilità delle frasi dell’imputato al sindaco del paese, piuttosto che ad un confinante con cui c’erano forti dissidi in quel momento. In specie l’avvocato Giulio Mastrobattista, che difende Zizzo insieme all’avvocato Atena Gresti, ha sottolineato come le frasi pronunciate appartenevano a dialoghi riferiti espressamente al confinante e non al sindaco, dunque non emergerebbe la prova concreta che l’imputato sia il mandante morale dell’attentato avvenuto a settembre 2023.

L’auto di Magnafico fu data alle fiamme, un’azione dolosa di cui esiste anche un testimone oculare. Un familiare del sindaco vide un giovane allontanarsi ma l’autore materiale del rogo non è stato individuato, mentre si è risaliti a Zizzo attraverso le intercettazioni e per dissidi relativi ad un terreno poi utilizzato per l’ampliamento del cimitero di Lenola. Nel corso del controesame dell’ufficiale dei carabinieri è emerso anche altro: qualcuno, un maresciallo mai identificato, avrebbe avvertito Pasquale Spirito che c’erano intercettazioni in essere che riguardavano alcune persone di Lenola tra cui lo stesso Spirito e Zizzo, entrambi ieri presenti in aula. Ma su questa soffiata non si è saputo mai di più.

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