Si è concluso questa mattina il processo cosiddetto “Assedio” in rito abbreviato. Il Gup presso il Tribunale di Roma ha condannato Sergio Gangemi per il reato di concorso esterno nell’associazione mafiosa capeggiata da Patrizio Forniti alla pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione.
La condanna è in continuazione con un’altra sentenza per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, passata in giudicato nel 2021. Disposto inoltre il risarcimento del danno in favore delle parti civili costituite, tra cui l’Associazione nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie A. Caponnetto, rappresentata dalle avvocate Felicia D’Amico e Benedetta Manasseri.
Il processo principale con rito ordinario per il reato associativo è attualmente in corso davanti al Tribunale di Latina.
Secondo quanto evidenziato nel comunicato dell’associazione A. Caponnetto, la condanna rappresenta il primo, seppur incidentale, riconoscimento dell’esistenza dell’associazione mafiosa operante ad Aprilia e nel Basso Lazio. L’associazione sottolinea tuttavia l’esiguità della pena, ritenuta non proporzionata alla gravità del reato contestato e alla caratura criminale dell’imputato.
Nel procedimento sono stati inoltre condannati: Gianluca Vinci, a otto anni di reclusione; Gianluca Mangiapelo, a sei anni e sei mesi; J. Singh, a sei anni.
Tra le parti civili figuravano, oltre all’associazione A. Caponnetto, anche il Comune di Aprilia, l’associazione Libera e Reti di Giustizia – Il sociale contro le mafie.
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