Cronaca
09.03.2026 - 22:15
Al processo sull’omicidio di Luigi Magrino stanno emergendo alcuni dettagli inediti su quanto avvenne nelle ore immediatamente precedenti il delitto. In particolare c’è una figura poco chiara, con una grossa disponibilità economia, tanto da aver regalato quasi un milione di euro a Magrino, ma anche capace di fare strani giri con assegni e cambiali per ricevere in cambio piccoli “premi” mentre il grosso della somma veniva diviso fra Magrino e Pagliaro.
«Vigliacco e infame» scrive questa persona attraverso un sistema di messaggistica; l’autrice risulta finora essere una donna di Itri che, appunto, scrive all’imprenditore di Giancarlo Pagliaro. Il messaggio arriva nel telefono di Pagliaro nella tarda serata del 27 aprile 2025, cioè poche ore prima dell’efferato delitto di Magrino, di cui è responsabile proprio Pagliaro. Un’esecuzione in pieno giorno nell’area di servizio Agip situata al centro di Mondragone. La stessa mattina dell’omicidio Patrizia chiamò Magrino, il quale le disse che stava per incontrare Pagliaro per risolvere la faccenda dei soldi. Pochi giorni dopo l’omicidio la donna dismise l’utenza telefonica a lei intestata; gli investigatori, tuttavia, riescono a risalire alla nuova scheda telefonica che acquista e utilizza. Da alcune telefonate intercettate si capisce la preoccupazione della 50enne per la convocazione in Procura per essere ascoltata in merito all’omicidio di Magrino. Davanti agli investigatori Patrizia avrebbe riferito di aver avuto una relazione con Magrino e che lo stesso l’avrebbe truffata facendosi prestare circa 750mila euro che poi non avrebbe più restituito. Oltre un anno prima, Magrino portò la donna, con la quale all’epoca aveva una relazione, presso il mobilificio Franchino di Mondragone e le presentò Giancarlo Pagliaro.
In diverse occasioni aveva consegnato degli assegni e cambiali in bianco a Pagliaro Giancarlo, il quale, le consegnava una piccola parte della somma indicata nel titolo di credito in contanti per poi incassare la restante somma. Importo che probabilmente veniva diviso tra Pagliaro e Magrino. In sede di interrogatorio la donna avrebbe affermato di non sentire Pagliaro da mesi, e non avrebbe fatto alcun riferimento al messaggio («Vigliacco e infame») rinvenuto nel telefono dell’assassino.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione