Il fatto
19.03.2026 - 12:30
Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando Provinciale di Latina hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 dipendenti della Camera di Commercio di Latina e di altri 8 soggetti, tra ragionieri e dottori commercialisti delle province di Roma e Latina.
Gli indagati sono chiamati a rispondere, a vario titolo e in concorso tra loro, per ipotesi di reato di corruzione, riciclaggio ed autoriciclaggio.
L’attività investigativa, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, trae origine da un’indagine avviata nel 2024, quando furono tratti in arresto, per ipotesi corruttive, due funzionari della Camera di Commercio.
In quell’occasione furono eseguite diverse perquisizioni nei confronti degli indagati, con acquisizione di dispositivi cellulari e personal computer.
L’analisi dei dispositivi informatici e mobili ha consentito di far emergere ulteriori operazioni attribuite a un funzionario della Camera di Commercio di Latina, già destinatario in precedenza di misura cautelare personale.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il funzionario, previo pagamento di un “compenso” illecito, avrebbe agito a vantaggio di più professionisti, anche con la collaborazione di colleghi, agevolando o accelerando l’iter di pratiche istruttorie di competenza.
Le pratiche venivano poi inviate alla piattaforma telematica “ComUnica”, utilizzando le credenziali personali di alcuni commercialisti.
In questo modo, i professionisti che si rivolgevano al pubblico funzionario per operazioni quali cessioni di quote, cambi di sede legale, deposito dei bilanci o integrazione di notizie, avrebbero ottenuto il buon esito delle pratiche in tempi più rapidi.
Il tutto a costi ritenuti più competitivi rispetto a quelli richiesti da un notaio o da altri professionisti.
In uno degli episodi ricostruiti, è stato ritenuto determinante il ruolo di un ragioniere, segnalato per l’ipotesi di riciclaggio, che avrebbe trasferito al pubblico funzionario, attraverso i propri rapporti bancari, le somme precedentemente corrisposte dai clienti.
L’attività svolta conferma l’impegno della Guardia di Finanza e dell’Autorità Giudiziaria pontina nel contrasto ai fenomeni corruttivi, a tutela dei cittadini, spesso penalizzati sia sotto il profilo economico sia in termini di disparità di trattamento.
Un’azione finalizzata anche a garantire il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione.
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