19.03.2026 - 14:30
«Non è stato un matrimonio forzato». È quello che ha detto l’imputato, sottoposto all’esame nel processo che lo vede sotto accusa per maltrattamenti.
Ha ripetuto di non aver costretto una delle figlie a sposarsi. Anche la moglie e un’altra figlia hanno di fatto confermato quanto dichiarato dall’imputato, un 49enne di origine indiana, un bracciante agricolo che deve rispondere del reato di maltrattamenti.
Secondo l’accusa l’uomo avrebbe costretto una delle figlie a sposarsi con un ragazzo indiano con il quale non vi era una relazione.
Ieri mattina i testimoni hanno avvalorato la tesi della difesa sostenendo che non è vero che si era trattato di un matrimonio forzato e che la ragazza non è mai stata picchiata e non è mai stata costretta a sposarsi.
Alla luce di questo e di altre contestazioni era stato rinviato a giudizio e ora è sotto processo nei suoi confronti c’è anche la misura del braccialetto elettronico.
L’imputato è difeso dall’avvocato Gabriele Pagliaroli. I fatti contestati sono avvenuti a Fondi e la vicenda è venuta alla luce un anno e mezzo fa: il 25 settembre del 2024 quando la parte offesa ha deciso di presentare una denuncia in Procura. «Mio padre mi controllava il telefono», aveva detto.
Una versione che ieri i testimoni della difesa hanno sconfessato. Secondo l’accusa la ragazza è stata costretta ad andare in India e a sposarsi con un connazionale senza il suo consenso e senza che vi fosse un coinvolgimento emotivo.
«Mi ero resa conto che non era l’uomo giusto per me dopo diversi colloqui telefonici», aveva sostenuto la giovane quando era stata presa a sommarie informazioni. «Hanno deciso di darmi sposa in India».
E sempre secondo quanto riportato nelle carte dell’inchiesta, l’uomo avrebbe anche costretto la madre a non lavorare per controllare la figlia.
La difesa dell’imputato ha sempre sostenuto che la giovane era sposata regolarmente in India e aveva scelto come compagno di vita un ragazzo che conosceva dai tempi della scuola. Inoltre aveva anche prodotto foto e altre immagini tra cui dei video della cerimonia che ritraggono la giovane. Il processo riprende il primo luglio: è prevista la sentenza.
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