L'incontro
15.04.2026 - 21:00
Un piano strategico per aumentare capacità e competenza amministrativa sul territorio, con l’obiettivo di promuovere un utilizzo consapevole, responsabile ed efficacie delle nuove tecnologie. Se n’è parlato presso la Sala Conferenze del Ce.R.S.I.Te.S. di Latina, ieri mattina, nel corso dell’evento dal titolo “AI, competenze e valore pubblico: nuove prospettive per la trasformazione digitale delle PA locali”, promosso dal Comune di Sezze in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, che ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali, accademici e del mondo imprenditoriale. Testimonianze argomentate su esperienze reali, in ambiti diversi tra loro, per un confronto qualificato sui temi dell’intelligenza artificiale, dello sviluppo delle competenze, e della creazione di valore pubblico nelle amministrazioni locali.
A fare gli onori di casa il professor Bernardino Quattrociocchi; saluti istituzionali affidati al direttore Ce.R.S.I.Te.S. professor Alessandro Corsini, al presidente di Unindustria Latina Tiziana Vona, e al consigliere regionale Cosmo Mitrano. L’evento, moderato dal giornalista (e nostro direttore) Tonj Ortoleva, è proseguito con una doppia tavola rotonda. Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi, il Questore Fausto Vinci, il Comandante provinciale dei Carabinieri Christian Angelillo, il presidente di Ance Latina Pierantonio Palluzzi, il professor Francesco Bellini (Università La Sapienza) sono intervenuti come relatori nel corso della prima round table, improntata su “Innovazione, governo e sicurezza”.
A seguire la round table II “Competenze e risorse umane per la Pubblica amministrazione del futuro”, con interventi di Stefania Zanda, Sabrina Restante e Francesco Mercuri dell’Università La Sapienza di Roma, Lola Fernandez assessore al Comune di Sezze, e Simone Ceretti, responsabile commerciale di Luxia (piattaforma modulare che aiuta aziende e PMI a implementare l'intelligenza artificiale in modo veloce, semplice e sicuro).
«Da questo convegno porto a casa soprattutto una consapevolezza: l’applicazione dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione è un atto semplice e profondamente rivoluzionario. E sono sempre più convinto che Sezze (tra i primi Comuni in Italia a sperimentare l’intelligenza artificiale, ndr) ha fatto la scelta giusta», ha commentato Lidano Lucidi, nominando W. Churchill con una delle sue frasi più celebri «Il pessimista vede un problema, l’ottimista un’opportunità».
In merito al dibattito sull’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione (campo di scontro tra una visione ottimistica, che la considera una straordinaria opportunità di modernizzazione, e una visione cauta o scettica, che evidenzia più rischi che benefici) tutti d’accordo: «Può trasformare radicalmente il rapporto tra istituzioni e cittadini, portando benefici importanti». Come del resto un po’ in tutti i settori perché «in grado di ottimizzare portando risultati molto più velocemente».
Oggettivamente l’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione è capace di migliorare l’efficienza operativa automatizzando processi ripetitivi e analizzando grandi moli di dati per decisioni più rapide e accurate.
I principali benefici includono servizi più personalizzati per i cittadini, riduzione degli errori, lotta alla corruzione e ottimizzazione delle risorse.
Al riguardo, Simone Ceretti, l’ultimo relatore della giornata (peccato per il poco spazio a sua disposizione, ma i tempi erano ormai strettissimi) ha mostrato come Luxia renda l’AI concreta e utilizzabile ogni giorno, unendo semplicità, sicurezza e performance, e sia diventata uno strumento strategico per imprese e pubbliche amministrazioni.
Con una premessa fondamentale: «L’intelligenza artificiale aiuta chi sa fare»; sintesi di un concetto più ampio che indica l’AI come un potente amplificatore delle competenze umane, capace di offrire e garantire il massimo valore, ma a chi possiede già conoscenze tecniche o pratiche nel proprio settore. Non sostituisce la competenza, ma la potenzia, permettendo a chi «sa fare» di aumentare produttività, creatività e precisione, riducendo i tempi di analisi e automazione.
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