L'analisi
22.04.2026 - 14:30
Numeri “sconfortanti e negativi” quelli che emergono dall’analisi del Decreto Flussi nel Lazio. A denunciarlo è la Flai CGIL di Roma e Lazio insieme a Frosinone Latina, che evidenzia come il sistema continui a produrre risultati ben al di sotto delle aspettative, con un tasso di successo complessivo fermo al 4,9%.
Secondo i dati elaborati dalla campagna Ero Straniero, il quadro più critico riguarda Roma, dove la percentuale di esito positivo delle procedure si attesta a un minimo dello 0,08%, definito dal sindacato come un record negativo anche a livello nazionale.
Situazione diversa, ma comunque problematica, a Latina, dove il tasso di successo raggiunge il 15,09%. Un dato che colloca la provincia tra le più “virtuose” in Italia, insieme a territori come Ragusa, Verona e Milano, ma che non elimina le criticità. A fronte di 1.332 visti rilasciati, infatti, sono stati richiesti solo 466 permessi di soggiorno, un divario che suscita preoccupazione.
Il confronto tra le due province evidenzia squilibri significativi: Roma concentra quasi il 49% delle domande ma ottiene appena il 7% dei permessi rilasciati, mentre Latina, con circa il 37% delle richieste, arriva a finalizzare oltre il 70% dei permessi dell’intera regione. Un dato che, sottolinea il sindacato, è legato soprattutto al lavoro stagionale, che rappresenta circa l’86% dei casi e che, pur essendo il canale più utilizzato, espone i lavoratori a maggiori condizioni di precarietà.
Nel 2025, nella provincia pontina erano previste 3.088 quote (di cui 2.206 stagionali), a fronte di 5.963 domande presentate, in calo rispetto agli anni precedenti. Restano inoltre 413 persone ancora in attesa di ingresso.
Per la Flai CGIL, il problema è strutturale: il meccanismo del Decreto Flussi e del cosiddetto “click day” non riesce a garantire l’ingresso della manodopera programmata, disperdendo opportunità lavorative lungo tutto il percorso burocratico. Da qui la richiesta netta: superare completamente il sistema attuale e introdurre strumenti più efficaci, capaci di rispondere sia alle esigenze delle imprese sia ai diritti dei lavoratori.
Il sindacato lancia anche un allarme sociale: il mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro e le promesse disattese rischiano di spingere molti lavoratori stranieri verso condizioni di irregolarità, alimentando fenomeni di sfruttamento e caporalato.
Una situazione che, conclude la Flai CGIL, richiede un intervento urgente e strutturale per evitare che il sistema continui a produrre inefficienze e nuove fragilità nel mercato del lavoro.
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