Una città piena di "barriere", strade impossibili per le persone disabili
05.03.2017 - 17:08
È una cosa nota ma da sempre ignorata. E spesso chi vive il disagio non ha voce a sufficienza per protestare. Ma per quanto sia un problema sommerso e lasciato ai margini, le barriere architettoniche sparse per tutta la città, dal centro storico basso a quello alto misurano il livello (basso) di servizi alla cittadinanza di una città. Il Movimento 5 Stelle ha risollevato la questione, mettendosi in strada e simulando con una carrozzina un ordinario giro per sbrigare faccende quotidiane da parte di un anonimo disabile motorio. Come spiegano loro stessi, «sebbene possa apparire più semplice partire dalle periferie, abbiamo scelto di cominciare dal centro». Uffici e marciapiedi nelle vie centrali, infatti, appaiono a chi è in carrozzella delle montagne da scalare. Una situazione incredibile di cui non si occupa nessuno.
Le foto scattate dagli attivisti del meetup parlano da sole. A piazza Garibaldi, ci sono i cestini “appesi” a un palo che stringono lo spazio per il passaggio, alle Capanne si sono messi dei separatori per impedire la sosta alle auto ma stringendo così lo spazio per la carrozzina. Perfino i marciapiedi più recenti, quelli di via Dante Alighieri, falliscono ogni intento di mobilità. Le discese sono comunque alte circa 9 centimetri e in un caso un palo della luce posto al centro del camminamento impedisce di passare alla carrozzella. Sul viale della Vittoria non va meglio. Perché in corrispondenza di un attraversamento pedonale, non c'è la discesa. Un disabile che si muove autonomamente non salirebbe, una mamma con difficoltà ad alzare il passeggino nemmeno. Dulcis in fundo, il M5S prova a recarsi negli uffici pubblici. «Ci rechiamo all'ufficio Anagrafe in piazza Mazzini e constatiamo che manca lo scivolo». Allora si recano ai Servizi sociali a protestare visto che l'ufficio «potrebbe essere sensibile a recepire tali disagi». Ma «l'ufficio è irraggiungibile con una carrozzella». La conclusione è offerta su un piatto d'argento: «Come è possibile che nel XXI secolo, nella nostra città esistano ancora situazioni di questo tipo? Perché nel Piano Triennale del Comune non viene inserito il programma di abbattimento delle barriere architettoniche?». Per ora, la domanda rimane in attesa di risposta.
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