I fatti di Alatri e l'inaccettabile fine di Emanuele Morganti sono ancora freschi nella memoria di tutti, ed è soltanto grazie ad una serie di circostanze fortuite che la notte scorsa abbiamo evitato di vivere il bis, stavolta a Latina, nella solita rischiosissima zona della movida notturna, nel quadrilatero più pericoloso della città, quello che si estende tra viale XVIII dicembre, via Don Morosini, Via Battisti e via Neghelli.
I soliti futili motivi, la solita ubriachezza, il solito gruppo di idioti violenti, le solite molestie ad una ragazza, il solito tentativo di proteggere una sorella o una fidanzata, la solita reazione spropositata, il solito pestaggio selvaggio. A farne le spese sono stati due ragazzi, uno di Latina e l'altro di Giulianello, incappati nella furia incontrollata di un gruppo di giovani, stavolta occasionalmente di nazionalità romena. Furia smorzata dall'intervento provvidenziale di un paio di pattuglie della polizia chiamata dal cellulare di un testimone allarmato da ciò che stava vedendo dalla finestra della propria abitazione: sei persone che si accanivano come bestie, con cinte e bottiglie, su due ragazzi pestati selvaggiamente.
Tutti e due sono ricoverati, nessuno ci lascerà la pelle. In realtà è andata malissimo, ma ci tocca dire che è andata bene, anzi di lusso.
I fatti sono accaduti alle 2.30 di notte, quando l'orario di somministrazione degli alcolici è già abbondantemente scaduto; invece il gruppo che si trasformerà in una macchina da guerra, ed anche quello dei malcapitati pestati a sangue, sono seduti ai tavoli di un bar e continuano a bere, ad ubriacarsi. Il gestore che si avvicina al tavolo e invita il cliente ormai sfatto dall'alcol ad andare a dormire è un'immagine stereotipata che si vede ormai soltanto nei film in bianco e nero. Da noi i gestori, buona parte almeno, vedono, osservano e fingono di non vedere e non sentire.
Prima del pestaggio dell'altra notte, il gruppo di aggressori aveva assediato due ragazze davanti alla toilette del bar, ma nessuno del personale li ha invitati ad allontanarsi, a non disturbare le due ragazze che erano nel privato. E la scintilla che ha scatenato la furia degli ubriachi si è accesa quando il fratello di una delle due ragazze è andato a prenderle davanti alla toilette per scortarle fino al tavolo dove erano sedute fino a qualche minuto prima. L'intervento non è stato gradito dagli assedianti, e le prime sediate e i primi cazzotti sono volati dentro il locale.
E' un copione che si ripete ogni fine settimana, e che si alimenta ogni volta della stessa benzina: l'inosservanza delle regole. Da parte di tutti, aggressori, vittime, gestori dei locali e testimoni. Stavolta, per fortuna, qualcuno ha violato la regola dell'omertà e del chissenefrega. Un ragazzo ha chiamato la polizia. Un segnale importante, anche se una rondine non fa primavera.