Il resort termale, le case di lusso, i campi da golf, un mega complesso edilizio da 855 ville che doveva colmare il vuoto lasciato dal sogno delle Terme. Tutto finto, una bufala colossale da 70 ettari, quelli dove doveva prendere forma il progetto arabo "Dar Fogliano Resort" (dall'arabo Casa Fogliano). Un investimento faraonico di cui si è parlato per mesi (e non senza avanzare dubbi) sulla stampa locale ed estera dopo il lancio ufficiale negli emirati arabi della società promotrice, ma su cui ora la parola fine la mette direttamente l'Ambasciata italiana in Kuwait. L'ufficio, dopo alcune verifiche avviate in simultanea tra il Medio Oriente e Latina, ha scoperto che il gruppo Rakomesko che aveva lanciato il progetto e si era detto pronto a partire con un investimento da 500 milioni di euro, stava in realtà raggirando gli investitori: nessun cantiere nell'area delle Terme, nessun progetto avviato e nessun contatto con l'altro gruppo arabo interessato che si era presentato in Municipio ed era stato ricevuto anche dalla giunta Coletta, l'Anz Management Group. E non solo: nei confronti della Rakomesko pende un procedimento penale per emissione di assegni in bianco per un valore di quasi un milione di euro.


Le verifiche e il carteggio con il Comune
Tutte circostanze messe nero su bianco dall'Ambasciatore Giuseppe Scognamiglio e inviate a fine marzo al Comune e alla Procura di Latina, al Ministero della Giustizia e al dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno. L'ufficio in Kuwait era stato messo in allerta proprio a seguito dell'invito alla conferenza stampa araba dall'amministratore delegato della Rakomesko, appuntamento a cui non aveva partecipato ma che l'aveva spinto a cercare conferme sulla consistenza dell'operazione decantata nei video e nelle brochure con immagini di palestre, negozi ed interni di design delle ville da realizzare, il tutto condito da visuali del Parco del Circeo. E' proprio "il tenore del messaggio pubblicitario e la dimensione del progetto edilizio in un territorio sottoposto a vincoli severi sul piano urbanistico", come si legge nella nota inviata all'ente, a far drizzare le antenne dell'Ambasciata, che contatta sia il Comune di Latina che nega l'avvio di qualsiasi procedura autorizzativa sul terreno delle Terme, sia l'altra società interessata, l'Anz management group rappresentata da un gruppo di professionisti torinesi. Quest'ultima si dichiara "estranea a qualsiasi iniziativa intrapresa dal Gruppo Rakomesko sia in Italia che in Kuwait".

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