Un sovraffollamento di 990 detenuti considerato che n. 6.228 risultano essere i detenuti reclusi nei 14 Istituti del Lazio, dato 31 Aprile 2017, rispetto ad una capienza regolamentare di detenuti prevista di n. 5.238. Sono i dati forniti dal sindacato Cisl che lancia in questo modo l'allarme sulla condizione di eccessivo affollamento all'interno degli istituti penitenziali del Lazio ma in particolare in quello di Latina, dove ci sono 52 detenuti oltre il previsto. Preoccupa il sovraffollamento negli istituti di: Viterbo (+181) ; CC Cassino (+130); CC Frosinone (+48); NC Civitavecchia ( +119); CCF Rebibbia ( +65); NC Rebibbia ( + 233); CC Regina Coeli (+279); Velletri (+174) , CC Latina (+ 52) NC Rieti( +48).

"La sentenza Torregiani - afferma il segretario generale Massimo Costantino -  aveva lo scopo di ridurre il sovraffollamento nelle carceri, ma dobbiamo evidenziare come l'annoso problema della macchina della giustizia, oberata dai numerosi e processi penali non ha risolto il problema. Pur apprezzando le nuove normative in tema di esecuzione penale, istituendo il nuovo Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità(DGMC) , i risultati tardano ad arrivare. Preoccupa il fatto che le carceri della regione siano diventate dei contenitori esplosivi di "detenuti per ordine e sicurezza" con casi complicati e soggetti con gravi problemi di salute anche mentali. Criticità amplificate anche da un assorbimento di personale, per garantire in alcuni casi il servizio di piantonamento, che seppur espletato, egregiamente, dalla Polizia Penitenziaria , previsto, qualora disposto dall'Autorità Giudiziaria, riguarda anche soggetti ricoverati presso le REMS, in modo particolare dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, nella provincia di Frosinone. E' noto il deficit qualitativo dell'attività lavorativa nell'ambito degli Istituti Penitenziari, dove il lavoratore si trova ad essere, in molti casi, attore di disagi operativi. Questi sono causati dal sovraffollamento, dall'inadeguatezza edilizia delle strutture penitenziarie e dalla crescente carenza di risorse umane, determinata sia dalla fuoriuscita di personale per raggiunto diritto alla quiescenza che dal mancato turn-over".