Il morbillo non ha risparmiato Latina. Una cinquantina di casi (47 per la precisione) e ben otto persone ancora ricoverate presso il reparto di Malattie Infettive dell'ospedale Goretti, diretto dal professor Claudio Mastroianni. Solo nel Lazio sono stati registrati 570 contagiati. Questo il bilancio dei primi quattro mesi del 2017. La malattia ha colpito soprattutto la fascia degli adulti. Si tratta per la maggior parte delle circostanze di persone tra i 30 ed i 40 anni che da bambini non sono state vaccinate. Solo ad aprile si sono registrati 385 casi di morbillo in Italia: il dato è cinque volte superiore a quelli verificatisi nello stesso mese del 2016, quando se ne erano contati appena 76. E' di 1.920 il numero totale dei casi verificatisi dall'inizio di quest'anno. Fra questi un terzo ha avuto almeno una complicanza.
Diventa dunque fondamentale la vaccinazione. In Italia il vaccino per il morbillo non è obbligatorio ma viene raccomandato dalle autorità sanitarie. La prima dose viene in genere somministrata tra i 12 e i 15 mesi di vita, dato che fin verso il nono mese di vita il neonato è protetto dagli anticorpi della madre (se ha avuto il morbillo o, per un periodo inferiore, se è vaccinata), con un richiamo a 5-6 anni. Anche ai giovani e agli adulti che non hanno avuto la malattia da piccoli è consigliata la vaccinazione, in due dosi a distanza di almeno quattro settimane l'una dall'altra.
Il morbillo è una malattia esantematica causata da un virus appartenente alla famiglia Paramyxoviridae. Il virus prima di dar luogo alla malattia vera e propria ha un periodo di incubazione di circa 9-14 giorni. L'infezione inizialmente, si confonde con una banale forma di raffreddamento poiché si manifesta con starnuti, tosse secca, febbre che tende a crescere con il passare dei giorni. Accanto a questi sintomi, inizialmente compaiono dei puntini bianchi all'interno della bocca, seguiti a 3-4 giorni di distanza dalla comparsa delle macchie rosse (l'esantema), piccoli puntini rosso vivo che dapprima compaiono dietro le orecchie e il viso per poi allargarsi a tutto il corpo. L'eruzione cutanea dura per 4-7 giorni e i puntini cominciano a scomparire a partire dal collo: durante questo intervallo di tempo la febbre tende a mantenersi alta, di solito intorno ai 39°C. Una volta contratto il virus, si ottiene un'immunità a vita ovvero non ci si riammala più di morbillo.