I violenti acquazzoni di ieri notte non hanno lasciato indenne Sezze. Lungo la via che sale al paese, infatti, si sono distaccati dei sassi dal costone della collina su cui ascende via Strada Nuova o Coste che si preferisca, finendo sulla sede stradale. I sassi caduti erano tutti di piccole dimensioni, ma tali comunque da richiedere, già dal primo mattino, l'intervento di operai della Provincia di Latina, col personale del Comune e la polizia locale di Sezze a controllare la viabilità mentre veniva ripulita la carreggiata. Purtroppo, non si tratta del primo episodio in cui si presenta uno scenario simile; anzi, in altre circostanze, la grandezza dei sassi finiti per strada era stata anche più consistente. Le Coste di Sezze risultano infatti come una zona in cui il dissesto idrogeologico dei luoghi circostanti rende la strada a rischio. Ciò nonostante, non risultano progetti predisposti per programmare un intervento teso a risolvere un problema che viene tamponato ogni volta sugli effetti quando l'emergenza si presenta, ma viene puntualmente riposto nel cassetto senza programmare interventi sulle cause. L'ultima volta che si presentò uno scenario simile fu lo scorso 30 ottobre, quando a seguito di una scossa sismica alcuni sassi si staccarono dalla parete rocciosa nei pressi del secondo tornante, finendo in strada. In quell'occasione intervennero anche i vigili del fuoco. Qualche giorno dopo, però, quando la Regione aprì il bando per la suddivisione di due milioni e mezzo di euro per interventi proprio contro il dissesto idrogeologico, il Comune di Sezze, al contrario di Norma, Bassiano, Roccagorga, Maenza, Monte San Biagio, San Felice Circeo, Minturno, Sermoneta, Fondi e Terracina che ottennero il finanziamento, si fece trovare impreparato in quanto privo di un progetto esecutivo da presentare. Progetto che non è pronto nemmeno oggi, sei mesi dopo quei fatti, e con la Regione di nuovo pronta a riaprire un bando simile. Purtroppo il problema è serio. E lo è nonostante due interventi recenti. Nel 2008 la prima volta, e nel 2010 una seconda, le Coste vennero chiuse per mesi per permettere lavori tesi a dirimere il problema; evidentemente senza riuscirci.