Cerca

Dilaga la psicosi Blue Whale ascoltata in Procura una delle presunte vittime

Il minore si è inflitto delle ferite ma dietro non ci sarebbe nessun gioco, indaga la polizia postale

Dilaga la psicosi Blue Whale ascoltata in Procura una delle presunte vittime

Nessun caso di «Balena Blu». Nessun minore adescato tramite i social network o in generale nella rete e coinvolto nel cosiddetto gioco dei suicidi. E nessun «tutor» che detta per 50 giorni regole che portano a togliersi la vita. Ma una psicosi dilagante, esplosa in Italia dopo la trasmissione sul fenomeno mandata in onda dalle «Iene» il 14 maggio scorso, e tanti minorenni in difficoltà che manifestano forme di disagio, che cercano di attirare l'attenzione del mondo adulto scimmiottando la «Blue Whale». L'ennesima conferma in tal senso giunge dall'«interrogatorio» a cui ieri mattina è stata sottoposta in Procura una delle presunte vittime. I genitori di un 13enne di Aprilia, sospettando che il figlio fosse finito nel gioco dei suicidi e che addirittura stesse svolgendo le diverse prove, avevano dato l'allarme e denunciato il caso alla polizia postale di Latina. Il sospetto era che il ragazzino, andato in crisi dopo alcuni problemi avuti in una gita scolastica e la sospensione subita dalla scuola, fosse addirittura giunto al settimo giorno di «prove della Balena», infliggendosi tagli in varie parti del corpo. Immediatamente erano stati sequestrati computer, smartphone e tablet del minorenne. E il sostituto procuratore Capasso, che sulla «Blue Whale» ha aperto un'inchiesta, aveva disposto l'«interrogatorio» della presunta vittima.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (giovedì 1 giugno)

Edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione