Cinquanta lavoratori si oppongono alla messa in liquidazione dell'Aprilia Multiservizi e promuovono un ricorso al Tar di Latina per bloccare la procedura. E' questo l'incredibile colpo di scena sul futuro dell'azienda speciale (detenuta al 100% dal Comune di Aprilia), negli uffici di piazza Roma è stato notificato il ricorso – presentato da 45 dipendenti – che chiede di annullare la delibera di Consiglio comunale del febbraio 2017 con la quale veniva messa in liquidazione l'Asam, dando il via libera al piano di trasferimenti alla Progetto Ambiente e alla costituzione di una nuova municipalizzata. Un fulmine a ciel sereno per la giunta Terra, che dopo mesi di riunioni in maggioranza era riuscita – non senza fatica – ad approvare un piano per riorganizzare il settore e non farsi travolgere dai debiti. Solo per il mancato versamento degli oneri previdenziali infatti il passivo ammonta a 11 milioni e 690 mila euro. Il piano di liquidazione e riorganizzazione, pur sofferto e non votato da alcuni consiglieri di maggioranza, sembrava poter essere un punto di svolta per risolvere la questione. Tuttavia i lavoratori hanno deciso di non accettare passivamente questa decisione e, dopo le proteste in Consiglio, in 45 (su circa 150 dipendenti) hanno impugnato la delibera ritenendo «illogiche» le motivazioni che hanno portato allo scioglimento. Un'azione legale che è stata accolta con disappunto dall'amministrazione comunale. «L'obiettivo di questa iniziativa – commenta l'assessore alle Finanze con delega alle aziende partecipate, Roberto Mastrofini - è congelare il percorso, magari ottenendo una sospensiva, per poi arrivare alle elezioni amministrative. Probabilmente queste persone non capiscono la gravità della situazione, sono amareggiato perché non c'erano motivi per fare ricorso».