Non c'è ormai notte che non sia costellata da incendi. Le colline del pontino in questo mese di luglio infernale vengono divorate dalle fiamme. L'ultimo, nella notte, a Vallemarina, frazione di Monte San Biagio. Intorno alle 2.50 la montagna brucia, come ci segnala un lettore che a quell'ora si trova a passare in zona. Ormai sembra essere una fotocopia del giorno prima, e del giorno prima ancora.

L'incredibile sequenza di fuoco di questa estate 2017 fa porre seri interrogativi sulle strategie adottate a difesa delle montagne. La mano dell'uomo, specialmente quando gli incendi scoppiano la notte, appare scontata. Difficile invece è la caccia al piromane. I vigili del fuoco ingaggiano ogni giorno una lotta contro il fronte delle fiamme, ma la lotta è impari. L'appiccatore di incendi si mimetizza, è ben nascosto, deve compiere poche azioni per originare un rogo che poi si propaga velocemente, riduce in cenere ettari di vegetazione. Lo spegnimento, al contrario, richiede ingentissime risorse: tempo, fatica, soldi. 

I Lepini, gli Ausoni e gli Aurunci sono letteralmente stati presi d'assalto questa estate. Perché? A che scopo?