Sul problema della crisi idrica, negli ultimi due mesi, incide fortemente la mancanza di precipitazioni atmosferiche. Un problema che ha interessato, praticamente, tutta l'Italia. Dai più grandi fiumi come il Po, che attraversa tutta l'Italia settentrionale, il cui livello d'acqua si è fortemente abbassato, al lago di Bracciano, il cosiddetto "serbatoio" di Roma. Purtroppo, però, al fenomeno non sfuggono nemmeno i corsi d'acqua più piccoli. Come, nello specifico del comprensorio lepino e ausono, il fiume Amaseno. Il corso d'acqua, una volta ubertoso e ricco di fauna ittica, poi, pian piano ridotto a un modesto corso d'acqua, oggi è praticamente a livelli di secca quasi totale, soprattutto in alcuni tratti. Molti cittadini - in primis gli iscritti all'Associazione "Visit Priverno" - hanno monitorato il corso d'acqua, che parte dalla provincia di Frosinone, tra i Comuni di Amaseno e Castro dei Volsci e, dopo aver ricevuto - quando c'è - acqua da alcuni ruscelli della zona, entra nel territorio della provincia di Latina, attraversando i territori di Prossedi, Priverno, Roccasecca dei Volsci, Sonnino, Pontinia e Terracina per circa quaranta chilometri, fino a sfociare nel Tirreno, proprio a Terracina. Il monitoraggio è stato impietoso, l'acqua praticamente, in alcuni tratti, non c'è più. E questo non da oggi, ma probabilmente da oltre un mese. E quindi, da fiume cantato da Virgilio nell'Eneide, si sta trasformando in un modesto corso d'acqua a carattere torrentizio. E pensare che, al tempo dei Romani, pare fosse addirittura navigabile. Ma quel che fa ancora più male è constatare che mano a mano che l'acqua scompare emergono rifiuti di ogni genere che l'inciviltà della gente ha gettato sul letto del fiume. Secondo l'associazione privernate, che è nata proprio per promuovere il meraviglioso territorio di questa città, il fiume non merita assolutamente tutto questo stato di abbandono e di incuria. Di qui un appello alle competenti autorità a prendere i necessari provvedimenti.