Si conosceranno tra un mese e mezzo i risultati dell'esame disposto sui computer e su altri apparecchi informatici sequestrati nei confronti di Fabrizio Faiola e Georgeta Vaceanu, indagati e detenuti in carcere dallo scorso aprile con l'accusa di aver sequestrato e ucciso il sarto imprenditore Umberto Esposito, scomparso da Latina lo scorso marzo e poi ritrovato in un campo abbandonato in aperta campagna a La Fiora, vicino a Terracina alla fine di marzo. Nei giorni scorsi si è svolto un esame sugli apparati, richiesto dalla difesa dei due indagati e dagli avvocati Maurizio Forte e Benedetta Orticelli e adesso i supporti sono al vaglio di un consulente che dovrà poi depositare una relazione e che avrà sicuramente un peso nelle pieghe degli accertamenti.
L'inchiesta che è in fase di indagini preliminari ed è stata condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina aveva portato all'arresto della coppia, ritenuta la presunta responsabile della morte dell'anziano, attirato in una trappola al centro commerciale Latina Fiori di Latina, a quanto pare da Georgeta Vaceanu, una giovane donna romena che aveva un forte ascendente su di lui. In un secondo momento l'anziano era stato poi narcotizzato, portato in una abitazione e sequestrato in un luogo che non è stato identificato e infine quando la situazione era diventata ingestibile ed era precipitata, era stato abbandonato. L'ipotesi investigativa è quella dell'omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, è questo il reato più grave contestato, oltre al sequestro di persona, la rapina e l'utilizzo fraudolento di carte di credito.