Adesso è una corsa contro il tempo. Da una parte i piromani, che da un mese a questa parte non hanno mai smesso di appiccare fiamme in ogni angolo della città, e dall'altra polizia e carabinieri impegnati in una serie di investigazioni per cercare di trovare il bandolo di una matassa che potrebbe rivelarsi più insidioso di quanto non possa sembrare a prima vista. A parte il caso, non sappiamo dire quanto isolato, del 45enne instabile sorpreso da una passante mentre dava fuoco a delle sterpaglie a ridosso del centro città, la maggior parte degli incendi registrati nel capoluogo nelle ultime settimane, in particolare quelli degli ultimi giorni, sembrano tutt'altro che opera di menti disturbate.Il grande rogo che ha distrutto una baraccopoli e provocato una vittima nella zona adiacente via dei Volsci, a ridosso del Canale Acque Medie nel quartiere Pantanaccio, è sembrato ai vigili del fuoco un lavoro quasi scientifico, ben studiato da qualcuno che ha saputo tenere conto della direzione del vento e calcolare i tempi per guadagnarsi una via di fuga senza essere notato dopo aver innescato le fiamme. Il punto da dove si era sviluppato l'incendio, secondo i primi rilievi, non poteva avere a che fare con il classico mozzicone di sigaretta lanciato incautamente dal finestrino di un'auto in corsa. E lo stesso vale per i due incendi di domenica, che hanno attecchito contemporaneamente in due zone contrapposte della città, a Torre La Felce e a ridosso di via della Rosa alle spalle del quartiere Isonzo.

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