"Quello che è accaduto dimostra che l'appello diffuso prima di Ferragosto era sensato e voleva scongiurare proprio questo tipo di incidenti".

Con queste parole, il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, ha commentato l'incidente avvenuto sulle spiagge di Torvajanica, dove un bambino di due anni ha messo i piedi sulle braci ancora calde di un falò, lasciate dopo l'after hour del 14 e 15 agosto e sepolte da un po' di sabbia.

"A pagare le spese dell'idiozia di pochi incivili questa volta purtroppo è stato un nostro piccolo concittadino. A lui e ai suoi genitori - ha concluso il sindaco -  va un caloroso abbraccio e l'augurio di una pronta guarigione."

 

La storia risale al giorno di Ferragosto, ma è stata resa nota sui Social soltanto oggi, 20 agosto 2017.

Un bambino di due anni, mentre giocava sulla spiaggia di Torvajanica insieme al papà e alla mamma, ha messo i piedi in un punto dell'arenile dove era stato ricoperto un falò. Le braci erano ancora calde e, di conseguenza, il bimbo si è ustionato entrambi i piedi.

Immediata la corsa verso l'ospedale, dove il piccolo è stato medicato e dove i medici gli hanno riscontrato le ustioni di secondo grado.

La notizia è stata pubblicata sul gruppo Facebook "Sei di Pomezia (e vuoi migliorarla) se..." e sta suscitando le reazioni sdegnate - per le problematiche che il bimbo sta vivendo - da parte del popolo del web.

Ferma condanna, infatti, viene espressa per la negligenza di chi non si è curato di verificare che il falò fosse completamente spento, ma anche perché - come ogni anno - gli incidenti dovuti ai carboni ardenti sono arrivati a margine di una azione illegale: l'accensione dei falò sulle spiagge.

di: Francesco Marzoli