Le motivazioni del Tribunale del Riesame confermano gran parte delle accuse nei confronti di Antonino Piattella e del figlio Riccardo, i gestori della discarica abusiva in via Corta. I due, per i quali è stata confermata la custodia cautelare in carcere, vengono ritenuti ai vertici di un sodalizio criminale spregiudicato, che ha continuato a far versare rifiuti nella ex cava di Aprilia incurante dell'impatto sul territorio e delle verifiche delle forze dell'ordine. Una tendenza a manipolare la realtà, manifestata dal suggerimento agli autisti di utilizzare formulari falsi e di affermare, in caso di controlli, di trasportare terra per evitare problemi.

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