Ad occhio e croce l'autunno che si affaccia promette di essere molto difficile per l'amministrazione del capoluogo, perché da qui al 31 dicembre il sindaco Coletta e i suoi dovranno avere messo a punto e predisposto in ogni sua parte la procedura per l'avvio della nuova azienda speciale dei rifiuti, avvio che dovrà partire dal 1 gennaio 2018, e dovrà anche gestire almeno un paio di passi decisivi sulla strada imboccata della ripubblicizzazione dell'acqua. Per il resto, sul fronte dell'ordinaria amministrazione, abbiamo già sperimentato che ci vuole ben altro che Lbc per farci sognare, per regalarci quella voglia di essere cittadini di Latina che avevamo ingenuamente e con entusiasmo annusato tra piazze e adunate giusto un anno fa, con gli ultimi fuochi della campagna elettorale che avrebbe portato il movimento civico di Coletta, Capirci e Costanzo al governo della città. I colpi di coda delle inchieste giudiziarie che avevano segnato il definitivo tramonto del centrodestra locale, arrivano di tanto in tanto a ricordarci di che pasta fossero le precedenti amministrazioni e a cosa avevamo finito per fare il callo, ma questo non può bastare a riscattare i nuovi protagonisti della politica e dell'amministrazione dal deludente avvio registrato in questo primo anno di governo civico. Anche volendo prendere per buone le giustificazioni dietro cui cercano riparo i fondatori e i sostenitori di Lbc, quelle secondo cui l'eredità del passato è talmente pesante da impedire qualsiasi battito d'ali verso l'alto, la scusa, peraltro straabusata, non è mai abbastanza convincente e lascia il passo a quello che i cittadini vedono e sperimentano quotidianamente sulla loro pelle: inadeguatezza, approssimazione, scarsa incisività nelle scelte e nelle decisioni, poche idee sulle iniziative culturali. Il tutto in una città che si presenta col biglietto da visita di una grande trasandatezza. Tuttavia, prima ancora della dimostrazione di un'attitudine al governo, quello che manca davvero all'amministrazione Coletta, è la capacità di intessere un rapporto vero e diretto, di scambio, con la città. «Amministreremo insieme a voi. Condivideremo con i cittadini tutte le scelte», era il proclama elettorale di Lbc, ed è stato invece il primo impegno disatteso. Arroccati nella loro torretta di difesa, sordi a qualsiasi richiamo, pronti anche a perdere dei pezzi preziosi (vedi Costanzo) piuttosto che arretrare anche di un solo passo, Coletta e i suoi tirano dritto per la loro strada, fermamente convinti di essere sempre e comunque nel giusto, più che mai fermi nel ritenere che chi non è con loro è contro di loro, o peggio, che chi non è dalla loro parte è in malafede o un corrotto, un residuato di un'epoca da cancellare. Un atteggiamento che equivale a trasmettere all'esterno l'impressione, anzi qualcosa di più di una semplice impressione, che la città sia soltanto la loro, degli ellebiccini, e gli altri degli ospiti ingombranti, anche poco graditi. E' davvero un peccato che l'occasione di una svolta vera e di un cambio di passo sostanziale per la città debba sfumare a causa dell'inesperienza o di una comprensibile scarsa attitudine all'esercizio del potere; l'avvento di Lbc, salutato con entusiasmo da buona parte dei cittadini di Latina, dovrebbe tornare ad assumere quel carattere di «promessa» che aveva prima della vittoria elettorale. E perché questo possa accadere, è necessario che Coletta e gli altri si aprano ai cittadini uscendo dal mutismo autoreferenziale in cui sono precipitati, e tornino a considerare che la città non è fatta soltanto da loro, anzi. Loro sono l'elite che si è offerta di guidare la città, ma per farlo, oltre che di parlare e confrontarsi, c'è bisogno di drizzare gli orecchi e aprire gli occhi. Un altro anno come quello che abbiamo vissuto non sarebbe più tollerabile.