23.09.2017 - 09:00
A raccontare le botte che subiva la mamma è stato uno dei figli di Gloria, la donna di 23 anni di Frosinone morta lo scorso 23 agosto a Prossedi. Le indagini dei carabinieri, anche con il supporto di intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso di «riscrivere» la storia personale di Gloria Pompili, costretta a prostituirsi per portare avanti la famiglia. Costretta a subire minacce e umiliazioni nel nome di un matrimonio di facciata per continuare a vivere ma riuscendo a mantenere integra la sua dignità di madre. L'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Luigia Spinelli ha permesso di ricostruire nel dettaglio tutti i fatti, a partire dal giorno della morte quando Gloria il 23 agosto scorso viene ripresa da una telecamera di sorveglianza ad un bar di Anzio dove compra una lattina di Coca Cola e un panino. C'è un passaggio che è stato analizzato quando ad un certo punto si tocca un fianco, come se avesse un dolore molto forte ed è il segnale che era stata picchiata.
L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (sabato 23 settembre)
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione