Quando l'escavatore ha portato alla luce i primi due fusti, i sospetti di molti, hanno trovato la conferma. Nella ex cava di pozzolana in via Corta, oltre ai rifiuti filmati e individuati dagli agenti della Polizia negli ultimi mesi, erano stati interrati anche in precedenza materiali potenzialmente inquinanti. Quanti sono, se due, una decina, un centinaio, al momento non è possibile nemmeno ipotizzarlo. Certo è che la scoperta effettuata l'altro pomeriggio dagli operai e dai tecnici apre ulteriori strade e possibilità di accertare un vero e proprio disastro ambientale. D'altronde è proprio per capire la natura di cosa è stato interrato per mesi che si è dato l'ok all'incidente probatorio e ai carotaggi seguito dai prelievi. Da un lato l'aspetto ambientale: capire cosa si possa essere disperso nel sottosuolo, cosa possa aver o meno raggiunto eventuali falde. Dall'altro quello prettamente penale con la possibilità, o meno, per la pubblica accusa, di contestare ai responsabili oltre al traffico di rifiuti, al loro interramento, il reato assai più grave di disastro ambientale.