Avrebbe potuto allertare il 113, l'avvocato Francesco Palumbo, quando è partito in direzione del civico 60 di via Palermo per verificare la fondatezza dell'allarme antifurto pervenuto al padre. Non lo ha fatto, probabilmente senza un piano in mente, ma aveva con sé la pistola. Avrebbe dovuto allertare almeno i soccorsi quando si è reso conto di avere centrato il ladro con due colpi calibro 9x21. Non ha fatto nemmeno questo, perché era scosso, dirà agli investigatori, ma quando i poliziotti hanno scoperto il cadavere, tra l'altro in maniera tortuosa, il professionista di 47 anni già non era più solo. Lo avevano raggiunto i primi familiari. Il cuore di Domenico Bardi aveva smesso di battere.
Nel frattempo qualcuno, tra i residenti della vicina via Fiuggi, aveva telefonato al 113 per segnalare l'insolita sequenza di colpi d'arma da fuoco. Otto ne hanno avvertiti nel circondario, ma quando le pattuglie della Squadra Volante sono piombate in zona, regnava una quiete apparente. A quel punto dalla centrale operativa della Questura è stato contattato nuovamente il testimone, inquilino di uno dei palazzi di via Fiuggi che svettano sul giardino scenario della tragedia, per chiedergli se dall'alto vedeva qualcosa di sospetto.
Quando il testimone ha descritto la scena sotto i suoi occhi, i poliziotti hanno potuto pesare la portata dei fatti: dall'alto notava chiaramente la figura di un uomo, con la pistola in pugno, che si aggirava nel cortile della facoltosa palazzina di via Palermo che confina con via Fiuggi. A quel punto le "pantere" hanno lasciato la zona delle case di edilizia residenziale pubblia e si sono addentrate nella lottizzazione delle ville. Grazie alla preziosa indicazione del dirimpettaio, hanno capito di quale condominio si trattava e hanno impiegato pochi minuti a raggiungere il cortile.
Quando sono arrivati nel giardino del civico 60, gli agenti hanno trovato l'avvocato Francesco Palumbo, in compagnia dei primi familiari accorsi. A quel punto sono stati loro a rivelare la presenza del cadavere, oltre la siepe che delimita il piccolo cortile riservato all'appartamento del piano terra: era riverso accanto alla scala, ancora poggiata contro la parete della palazzina, ma spostata rispetto al balcone scelto dai ladri per fare irruzione nell'appartamento degli anziani genitori del professionista. Sono stati i poliziotti della Squadra Volante a sequestrare la pistola, la Beretta calibro 9x21, dopo avere allertato la centrale operativa del 118. All'arrivo dell'ambulanza l'amara verità: per Domenico Bardi, 41 anni, non c'è più niente da fare. Presenta due fori d'ingresso dei proiettili nella parte alta dell'emitorace posteriore sinistro, uno uscito davanti all'altezza dell'ascella. Solo l'autopsia potrà stabilire se il ladro sia morto sul colpo, oppure se le cose sarebbero andate diversamente nel caso in cui i rianimatori fossero arrivati in tempi più rapidi.