Il caso dei privati che operano senza titoli all'interno dei "giardinetti" non si è risolto con lo sfratto delle giostre. In piedi c'è ancora la questione del Tennis Club che dal 2001 viene gestito senza titoli, a fronte di un ricavo a dir poco irrisorio per le casse comunali. Su questi aspetti sono in corso gli accertamenti della Polizia Locale che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo nel parco comunale "Falcone e Borsellino" per un'ispezione dei luoghi e per acquisire, con i tecnici Comunali, la documentazione necessaria alla valutazione del caso. La vicenda era saltata fuori durante una seduta della Commissione comunale Trasparenza quando l'allora dirigente del patrimonio, l'architetto Giovanni Della Penna, aveva compiuto una ricognizione documentale degli immobili dell'ente, sia quelli per cui l'amministrazione paga un canone annuale che le strutture pubbliche concesse in uso ai privati e alle associazioni. In quella circostanza era emersa appunto la situazione dei centri sportivi per i quali il Comune non incassa ricavi, come i campi di calcio affidati però ad associazioni che non perseguono finalità di lucro. Il caso più eclatante riguarda proprio lo storico Tennis Club - situato nei "giardinetti" all'angolo tra via Fabio Filzi e viale dello Statuto - per il quale, era emerso in commissione, i gestori versano circa sessanta euro all'anno, somma che viene considerata dal Comune un'indennità di occupazione. Da sedici anni infatti, è emerso finora dalle carte acquisite dalla Polizia Locale, la gestione non è più regolata da un contratto e comunque, fino al 2001, i privati versavano una quota annuale di circa duecentomila lire. Una situazione che stride con altre, di stipula successiva: basti pensare che, era emerso sempre in Commissione trasparenza, l'associazione donatori midollo osseo paga al Comune 1.944 euro per l'utilizzo di un locale della scuola Leonardo Da Vinci e l'Asl ne versa ventimila per un ambulatorio.

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