«Intendiamo chiedere all'amministrazione comunale tutta di rendere nulla la mozione circa l'intitolazione di una strada a nome di nostro padre Davide». Si conclude così la lettera protocollata in Comune da parte di Erika e Daniele Cervia, i due figli dell'ex sottufficiale della Marina Militare italiana scomparso da Velletri in circostanze mai chiarite il 12 settembre 1990.
Proprio nel giorno del ventisettesimo anniversario della sua scomparsa, il Consiglio comunale ha approvato una mozione che dava indicazioni al sindaco circa l'intitolazione di una strada alla memoria di Davide. Il contesto cittadino e politico che ha ruotato attorno alla vicenda, però, non è piaciuto ai figli dell'uomo scomparso nel 1990 e, di conseguenza, è stato chiesto l'annullamento della mozione. «Abbiamo assistito - si legge nella lettera - a un ‘mercanteggiare' sui voti a favore di questo o quel nome e abbiamo visto direttamente la ritrosia e l'avversità da parte di esponenti del Consiglio comunale, alcuni dei quali si sono opposti fino alla fine votando in maniera contraria o astenendosi oppure uscendo addirittura dall'aula». In più, secondo i due Cervia, anche su Facebook ci sarebbero stati diversi cittadini che metterebbero in dubbio la vicenda legata a loro padre. Di conseguenza, pur ringraziando il consigliere Paolo Trenta «per aver tentato di restituire un briciolo di dignità» a Davide Cervia, Erika e Daniele hanno chiesto di annullare la mozione. «Riteniamo che un atto di questo genere - si legge ancora nella nota consegnata in Comune - debba scaturire da una completa presa di coscienza, da parte della nostra città e in primo luogo dell'amministrazione comunale che la rappresenta, sulla figura di Davide Cervia e della vicenda che lo ha colpito. Fino a quel momento noi familiari non siamo interessati a gesti privi di qualsivoglia significato morale».