Si decide domani, dopo l'esame di merito, il ricorso della famiglia Roccucci per la lottizzazione da novemila metri cubi nell'area di via Aspromonte. Un progetto rimasto «impigliato» nella istruttoria del Comune sui piani particolareggiati e successiva revoca degli stessi. Il 95% della costruzione era destinata ad edilizia residenziale privata, il restante a servizi pubblici, il tutto in zona R3 con concessione in via di approvazione proprio mentre stava per essere avviata l'istruttoria sulla validità di tutti e sei i piani particolareggiati poi annullati. Mancava l'atto finale per dare il via libera al cantiere, ossia l'autorizzazione a costruire che fu negata dall'Ufficio Urbanistica per lacune nei requisiti relativi all'allegato sui servizi pubblici. Un diniego che però in qualche modo risentì anche della valutazione allora in corso sui piani particolareggiati (tra novembre 2015 e maggio 2016). Probabilmente si volle pure evitare che i Roccucci ottenessero l'autorizzazione e dunque un diritto soggettivo a portare avanti la lottizzazione.
Avverso quel diniego la ditta Roccucci aveva proposto ricorso al Tar di Latina chiedendo la sospensione dell'atto di diniego del Comune, rappresentato dall'avvocato Francesco Cavalcanti.