Molto probabilmente in orario serale o notturno, i primi di novembre, qualcuno ha abbandonato, in un piccolo slargo della strada allacciante la Provinciale di San Martino alla Provinciale Marittima II, alcune lastre di eternit: qualcuna intera, altre parzialmente rotte. La cosa è stata segnalata da più persone, ma fino a ieri mattina nessun intervento, solo manifestazioni di condanna nei confronti di cittadini - non è detto che siano di Priverno - incivili. È vero che smaltire eternit è costoso, ma pare sia ancora in vigore una norma che preveda agevolazioni per chi vi provveda. Perché, inevitabilmente, se a compiere un'operazione del genere dovesse essere il Comune, i costi ricadrebbero sull'intera collettività. A proposito di eternit, di rifiuti ingombranti e quant'altro, tornano a protestare anche i residenti di Ponte Barilotto, nella fascia di territorio tra il vecchio tracciato della 156 dei Monti Lepini e la Provinciale Madonna delle Grazie, a Ceriara. Priverno si fregia del titolo di Città d'Arte - dicono i residenti della zona - ma, in realtà, a Ponte Barilotto si registra una sorta di discarica a cielo aperto. Da febbraio - ha sottolineato una signora - segnalo la presenza di eternit, ma nessuno ha fatto nulla. Nessun intervento. Inoltre, l'abbandono di rifiuti ha determinato anche la presenza di topi, che arrivano fin nel giardino delle abitazioni. È vero che chi è preposto al controllo nulla ha fatto, ma è altrettanto vero che i soliti incivili continuano a colpire impunemente. La colpa, però, diventa del Comune - ha sottolineato un cittadino - quando, a distanza di un anno, nulla è stato fatto. Qualcuno, però, ha suggerito che per qualsiasi segnalazione per illeciti ambientali il cittadino deve investire il Comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente. E sembra che questa sia diventata la strada che, a Ponte Barilotto, si intenda seguire.