Quando gli inquirenti sono andati a cercare il datore di lavoro e hanno iniziato a spulciare tra le carte è avvenuta la scoperta. Alcuni non sapevano di avere alle proprie dipendenze manodopera del Bangladesh o dell'India, altri invece erano deceduti molti anni fa. Ma come è possibile? Si sono chiesti. Centinaia di domande di lavoro subordinato false per cittadini stranieri sono finite al centro di un'inchiesta condotta dalla Procura di Latina e del pubblico ministero Marco Giancristofaro che ha chiesto il rinvio a giudizio per 31 persone. Gli indagati attestavano rapporti di lavoro fittizi e gli inquirenti hanno scoperto che dietro a questo meccanismo c'era un giro di soldi da parte degli stranieri che versavano somme di denaro che potevano oscillare tra i 2mila e i 6mila euro. Gli indagati tra cui anche alcuni stranieri e diversi italiani residenti in provincia di Latina, da Terracina ad Aprilia ad alcuni centri dei Lepini, rischiano di andare a processo.

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