Ieri pomeriggio il primo accesso della Polizia Locale e stamattina il sopralluogo in cantiere insieme ai tecnici dell'Urbanistica. Il tam tam dei residenti di via Nascosa, preoccupati per quanto sta accadendo nella traversa di via Mortellette, dove una villa di grandi dimensioni in fase di ultimazione dovrebbe ospitare almeno un centinaio di migranti, ha funzionato meglio del previsto. La domanda se una residenza di campagna, quale è la villa di via Mortellette, possa ospitare un Cas, Centro di accoglienza straordinaria, è probabilmente un falso quesito, perché gli interrogativi su quella villa ancora in fase di ultimazione pendono ben altri interrogativi, gli stessi che in giornata porteranno gli agenti della Polizia Locale in cantiere. E' del 5 gennaio scorso la denuncia di inizio attività presentata in Comune dalla proprietaria dell'immobile, intenzionata a realizzare un ampliamento come corpo separato di casa d'abitazione in zona H, ed è di dieci giorni dopo la risposta dell'amministrazione municipale che ingiungeva alla richiedente di non dare corso ai lavori per una serie di motivi tecnici ben evidenziati. Ma a chiederselo non sono soltanto i tecnici dell'Urbanistica, ma anche qualche consigliere comunale, che ieri si aggirava tra un ufficio e l'altro a caccia della pratica di via Mortellette, circostanza imbarazzante, dal momento che i consiglieri comunali non possono mettere mano alle pratiche, soprattutto quando sono ancora in fase istruttoria, cioè coperte da segreto d'ufficio.

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