Si è svolta ieri la camera di consiglio del Tribunale fallimentare presieduto dal giudice Linda Vaccarella e composto anche da Francesco Cina e Alessandra Lulli, per decidere sull'istanza di fallimento promossa da Condotte per l'Acqua di Roma nei confronti della società Terme di Fogliano. Troppo presto per conoscere l'esito della decisione assunta dal Tribunale, ma l'andamento dell'ultima udienza del 14 dicembre scorso non lascia ben sperare per le sorti della spa di Capoportiere, le cui azioni sono detenute per l'86 per cento dal Comune di Latina.
In quella udienza il Ctu nominato dal Tribunale ha finalmente depositato la perizia tecnica di stima dei beni della Fogliano spa, con cui il Tribunale ha inteso verificare il valore del patrimonio liquidabile e la sua capienza rispetto alle passività accumulate, che attualmente ammontano a poco meno di 4 milioni 700.000 euro, somma al netto degli interessi, e dunque da considerare circa la metà dell'esposizione effettiva della spa.
Secondo la perizia, il valore di tutti i terreni della Fogliano (52 ettari di proprietà più 22 ettari in diritto di superficie), valgono 6,9 milioni di euro, essendo stati valutati come terreni agricoli, perché benché inseriti nel Prg come in parte edificabili, la politica urbanistica finora seguita dall'amministrazione comunale in quell'area lascerebbe intendere che la destinazione di quei terreni debba rimanere agricola.
Fatto sta che 6,9 milioni di euro non possono bastare a fronteggiare il credito complessivo di circa 9 milioni di euro vantato da Condotte.
Il liquidatore della società, Salvatore D'Amico, ha obiettato in udienza che è poco condivisibile il fatto che il valore del patrimonio delle Terme di Fogliano sia inferiore al debito contratto con Condotte, soprattutto alla luce del fatto che nella perizia non viene calcolato il valore dei pozzi di captazione delle acque, pozzi che peraltro costituiscono l'oggetto del credito vantato dalla società romana che li ha scavati negli anni ‘90.
Secondo il perito, quei pozzi costituiscono oggi soltanto una voce di spesa per il loro mantenimento. Dal canto suo il Tribunale allarga le braccia e si attiene alla mission istituzionale, che è quella di valutare la capacità della compagine oggetto del procedimento di pagare i debiti.