Ci sono dinamiche costanti che ritornano, riescono a scuotere le acque già agitate dell'amministrazione Coletta, e che pungono nel vivo la giunta a due settimane dalle dimissioni dell'assessore Gianfranco Buttarelli. A pochi mesi dall'addio di Antonio Costanzo un altro assessore della squadra civica, Giulio Capirci, era in procinto di fare le valigie al culmine di tensioni scoppiate nell'ultima settimana. La frattura, che è rientrata poche ore prima della commissione bilancio di ieri, sembrava dover prefigurare lo stesso epilogo avvenuto con l'assessore al personale e ispiratore dell'esordio di Lbc, ma evidentemente Capirci ha meditato a lungo sul suo gesto, presentare una lettera di dissenso protocollata al sindaco proprio come accaduto con Costanzo, ed è tornato indietro sui suoi passi incassando la fiducia del movimento e preferendo non turbare un clima già incandescente alla vigilia della partenza di Abc. Cosa ha scatenato il malumore dell'assessore? Ancora una volta il casus belli è legato alla figura di Rosa Iovinella, la supermanager di piazza del Popolo che assomma su di sé una triplice funzione, segretario e direttore generale ma anche responsabile dell'anticorruzione e della trasparenza con l'aggiunta delle funzioni antimafia nell'ultima macrostruttura approvata. Un ruolo che, sulla carta, dovrebbe tenere l'ente "in una botte di ferro", come si dice in gergo, ovvero al sicuro sul fronte della regolarità degli atti e sulla corrispondenza alle leggi e ai regolamenti. Accade invece che nella realtà la Iovinella non si prenda la responsabilità di firmare alcuni atti, motivo di scontro già in passato con una parte della giunta. L'ultima vicenda che ha provocato i mal di pancia con il Bilancio era che la segretaria non aveva dato i pareri su sette delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio del valore complessivo di sei milioni di euro, delibere approdate all'ultimo minuto ieri in commissione bilancio (quasi tutti espropri con sentenze passate in giudicato) prima del vaglio in consiglio comunale dove sono state aggiunte per essere approvate prima della fine dell'anno. La ragione è legata al fatto che siccome quest'anno è stato speso poco, probabilmente era meglio occupare questi spazi finanziari per non ritrovarseli in carico lo stesso anno. "Va chiuso l'anno cercando di approvarle, è una emorragia continua, sono debiti che ci rincorrono dagli anni Novanta – ha spiegato Capirci - nel momento in cui andiamo a litigare perdiamo. E' storica la soccombenza dell'ente". Una commissione con molti profili di anomalia dal momento che spiccava l'assenza proprio del suo presidente, Massimo Di Trento. Lo strappo tra Capirci e la segretaria, che sembrava non volesse garantire su questi debiti, si è poi ricomposto grazie all'intervento dell'avvocatura al quale proprio la Iovinella ha chiesto un parere, delibera per delibera. Emblematica proprio la nota del dirigente Di Leginio, dove nel passaggio iniziale si parla di "inusuale richiesta di parere di regolarità delle deliberazioni da sottoporre al consiglio".