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Giudiziaria

Alla Asl non fu danno erariale, la Corte dei Conti assolve tutti

La sentenza rigetta le richieste del procuratore regionale che riteneva irregolare il cambio dei contratti per 50 medici della Asl Roma 6 deciso nel 2008

Alla Asl non fu danno erariale, la Corte dei Conti assolve tutti

Nessun danno erariale nei confronti della Asl Roma 6. È questo quanto emerge da una sentenza della Corte dei Conti - sezione giurisdizionale per il Lazio - che ha respinto la domanda del procuratore regionale, assolvendo da ogni addebito l'ex direttore generale, l'ex direttore sanitario, l'ex direttore amministrativo e il dirigente che propose la determina finita sotto la lente dei magistrati.

Nello specifico, secondo il procuratore regionale i quattro avrebbero cagionato un danno erariale da 2.336.802,86 euro all'Azienda sanitaria locale dei Castelli e del litorale romano, a causa della trasformazione di cinquanta rapporti di lavoro di altrettanti medici, inizialmente assunti con contratto di lavoro libero professionale, poi modificato nel 2008 in contratto a tempo determinato. Secondo il procuratore, la modifica sarebbe arrivata senza alcuna procedura concorsuale e senza il rispetto delle misure regionali attuative del Piano di rientro e in spregio al contenimento della spesa pubblica. Infine, le proroghe dei contratti fino al 2015 non avrebbero ricevuto - sempre a detta dell'accusa - l'autorizzazione regionale. Il danno, secondo la Procura, equivarrebbe alla differenza di remunerazione fra i due regimi lavorativi. Dal canto loro, tre dei quattro convenuti (il dirigente è stato dichiarato contumace, ndr) hanno innanzitutto chiesto e ottenuto (anche per il dirigente, come deciso dai giudici) la prescrizione dell'azione risarcitoria per tutto il periodo antecedente all'anno 2011. Di conseguenza, l'ipotetico danno - comunque non riconosciuto dai giudici - sarebbe stato di gran lunga inferiore (circa 200mila euro) rispetto agli oltre due milioni contestati dalla Procura.

Al di là di questo, però, i giudici non hanno ritenuto che ci fossero profili di illegittimità nell'operato dei quattro convenuti, tali da portare a una condanna per danno erariale. Infatti, attraverso la conversione dei contratti, non si è andati incontro né a nuove assunzioni, né tanto meno a delle stabilizzazioni, bensì a una mera modifica. Dunque, la tesi del procuratore - si legge nella sentenza - «si appalesa infondata e non provata».

In più, stando alle conclusioni dei giudici, la modifica dei contratti avrebbe addirittura portato a dei risparmi per la Asl e avrebbe consentito il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza.

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