Sono in corso le indagini per risalire agli autori del clamoroso furto perpetrato nella notte tra mercoledì e giovedì ai danni della gioielleria "Gioie di Vita" a Sezze, all'interno del centro commerciale "Le Fontane". Intanto in città si parla sempre più del numero impressionante di furti subiti dalle attività del centro e dell'evidente sensazione di insicurezza nella struttura realizzata circa 15 anni fa proprio per rilanciare un quartiere che era sprovvisto di servizi. Una situazione che nel corso degli anni ha toccato punte di imbarazzo, quella relativa alla gestione della sicurezza nel centro, una struttura lontana dal resto della città, in una zona poco trafficata specialmente dopo il far della sera e, soprattutto, non protetta in alcun modo, con il paradosso di trovarsi a poche centinaia di metri dalla caserma dei carabinieri. Un cancello all'ingresso (soluzione di cui spesso si è parlato) da chiudere quando gli esercizi abbassano le proprie serrande non sarebbe la soluzione, ma potrebbe scongiurare l'ingresso di ladri o di malintenzionati, almeno con vetture utili a compiere i loro gesti delittuosi. A questo si aggiunge la totale assenza di videocamere di sorveglianza (tranne quelle delle attività commerciali private e della banca) che, di fatto, non permette un controllo a posteriori di chi è entrato o uscito dal centro nelle ore in cui le attività sono chiuse. Tra gli stessi esercenti serpeggia un malumore palpabile e molto spesso le attività durano poco, a fronte di affitti considerati da molti commercianti troppo cari e, soprattutto, a fronte del rischio che si corre di venir derubati. Una delle prime iniziative pubbliche sul tema della sicurezza, organizzata da un'associazione culturale di Sezze nel mese di agosto del 2015, oltretutto, si svolse proprio lì, nel centro commerciale "Le Fontane", tra il bar e la gioielleria colpiti in due giorni consecutivi. Allora, come oggi, si pose l'accento sui rischi, anche se qualcuno cercò di sminuirli. A distanza di tre anni, però, la situazione è peggiorata.