Un progetto che prevedeva la costruzione di appartamenti per circa 70mila metri cubi, che a Borgo Montenero avrebbe potuto ospitare 900 persone.
Un piano di edilizia economica e popolare, questo il nome esatto, che la precedente amministrazione comunale di San Felice Circeo ha deciso di cancellare, insieme ad altre varianti, con una contestata delibera di Consiglio nell'ottica di una "imminente" revisione del piano regolatore generale (Prg).
E su questi atti dovranno pronunciarsi i giudici del Tribunale amministrativo di Latina, al quale la società cooperativa "Edera 75" si è rivolta impugnando le delibere di Consiglio comunale n° 23 e 25 del 26 aprile 2017.
Le motivazioni che hanno spinto la parte politica a decidere per il dietrofront urbanistico sono riportate all'interno del provvedimento amministrativo oggetto ora del contenzioso pendente davanti al Tar.
Occorre partire da un dato: il Prg di San Felice risale al 1979 e c'è l'esigenza innegabile di attualizzarlo e renderlo efficiente, con un'interpretazione organica delle norme.
L'ex amministrazione ha quindi deciso di revocare i provvedimenti per evitare «varianti a macchia di leopardo».
Secondo i proponenti, infatti, era necessario procedere prima con una revisione generale del piano regolatore e non è detto che gli interventi in variante già approvati, a quel punto, fossero compatibili con il "nuovo" Prg, che dovrebbe essere improntato a promuovere la riqualificazione dell'esistente evitando consumo di suolo.
Di questa variante generale al piano regolatore per ora se ne sono perse le tracce: dalle contestate delibere di Consiglio comunale è passato quasi un anno.
Gli strascichi giudiziari vanno invece avanti e la prossima udienza del Tar è la fase di merito è fissata per l'8 marzo.