Svolta, nelle scorse ore, per quanto riguarda il caso riguardante l'appalto per il completamento del cimitero comunale di Nettuno (settimo lotto). Il dirigente dell'Area tecnica ha infatti revocato in autotutela di tutti gli atti riguardanti la recente modifica contrattuale intercorsa fra il Comune e la ditta affidataria dei lavori per l'appalto in questione, con tutti i documenti a essa collegati.

L'avvio del procedimento di annullamento, in particolare, è stato deciso dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha ritenuto illegittimo l'affidamento dell'appalto alla Srl in questione avvenuto nel 2012, in quanto le venne riconosciuto un punteggio di 0,83 punti a fronte di una proposta di riduzione dei tempi di conclusione dei lavori poi non rinvenuta nei verbali di gara.

Secondo il dirigente, infatti, «il pronunciato del Tar si riverbera, sebbene non intaccato dalla sentenza, sul contratto stipulato inter partes, tanto da doverlo ritenere affetto da patologie perché stipulato in conseguenza di atti attinti da illegittimità dichiarata, tale che non può ritenersi in corso di validità, ma semmai di semplice efficacia». In altre parole, essendoci un «vizio» a monte dell'aggiudicazione dell'appalto, secondo il dirigente comunale sussistono le condizioni per agire in autotutela e, dunque, sono stati annullati la nota del 22 agosto 2017 con cui si ipotizzava la modifica delle condizioni dell'appalto, il contratto del 20 dicembre scorso con cui il Comune ha conferito alla ditta i lavori aggiuntivi di completamento del cimitero comunale (7° lotto) e la progettazione definitiva ed esecutiva, la determina del 18 gennaio scorso con cui venivano impegnati 765.624,19 euro in favore della ditta e, infine, l'affidamento stesso dell'appalto.

La ditta ha comunque ottenuto qualche giorno di tempo per presentare delle controdeduzioni.