L'hotel Villa del Cardinale deve cessare tutte le attività e chiudere, tutti gli ospiti invitati a lasciare lo stabile così come gli immigrati ospitati nelle due dependance minori.
L'ordinanza firmata dal sindaco Gianfranco Tessitori il 20 marzo scorso e che aveva portato alla protesta degli ospiti immigrati a Latina di cui avevamo scritto su queste colonne tre giorni fa, muove dalla presa d'atto «dell'inerzia tenuta, al riguardo, nel tempo dal conduttore dell'immobile, titolare dell'attività esercitata nel sito, su cui ricadono gli oneri legati alla prevenzione in questione». A cosa fa riferimento l'ordinanza? La salvaguardia della sicurezza pubblica e dell'incolumità delle persone e al fatto che non risultano rispettati i necessari requisiti di sicurezza. Le censure arrivano direttamente dai vigili del fuoco che hanno rilevato - per quanto riguarda la prima struttura destinata ad accogliere migranti - che «non risultano installati gli estintori; l'impianto idrico antincendio non è risultato funzionante; non risulta installato l'impianto di rilevazione incendi; il locale in cui è installata la centrale termica alimentata a GPL non risulta areato con aperture permanenti in alto e in basso, e non è compartimentato rispetto a una tettoia adiacente».
Nella seconda struttura dedicata agli immigrati «l'impianto idrico antincendio non è risultato funzionante; il locale in cui è installata la centrale termica alimentata a GPL non risulta areato con aperture permanenti in alto e in basso, manca la valvola di intercettazione esterna del combustibile». Poi ci sono le censure allo stato della struttura alberghiera vera e propria: «L'impianto idrico antincendio non è risultato funzionante; il locale cucina alimentato a GPL non risulta compartimentato, non è provvisto di areazione permanente in alto e in basso; la centrale termica alimentata a GPL non risulta areata con aperture permanenti in alto e in basso e presenta delle travi in acciaio a vista nel solaio non protette ai fini della resistenza al fuoco; non risulta installato l'impianto di rilevazione incendi; le aperture delle uscite di sicurezza sulla scala esterna del primo livello riducono la larghezza utile del percorso».
Eppure progetti per la sistemazione ci sono e sono anche stati approvati, ma manca la Scia necessaria. Il sindaco quindi, stante le asserite mancanze della percorsi Srl, la società che gestisce la struttura, ha deciso di ordinare di sospendere ogni attività, evacuare tutti gli ospiti per poter effettuare gli interventi necessari. Un vero e proprio problema per la cooperativa che aveva trovato la sistemazione presso le due dependance dell'hotel per 120 immigrati richiedenti asilo. Da alcuni giorni i contatti con l'amministrazione sembrano essere quotidiani, e gli stessi giovani immigrati hanno ribadito - alcuni sono a Norma da due anni - di non voler lasciare il paese dove oramai sono inseriti, hanno amicizie e vivono la quotidianità tanto da far sentire la propria voce a Latina, durante una manifestazione spontanea. «E' un problema anche per il paese - afferma il sindaco Tessitori - basti pensare che 31 di loro da anni sono inseriti nella cusa del verde e del decoro del paese. Sono giovani che oramai la comunità sente partecipi e inseriti». Risorse che si rischia di perdere quindi, ma non solo. Il sindaco non lo dice apertamente, ma esistono anche timori per il futuro: oggi la cooperativa si sta attivando per trovare sistemazioni alternative ai 120 immigrati (che oggi rappresentano il 3% della popolazione di Norma) e lo farà in strutture come quella di Le Ferriere dove alcuni sono stati già inviati (e alcuni di loro hanno puntualmente fatto ritorno a Norma il giorno dopo) o troverà - sembra che le ricerche siano in atto da tempo - sistemazioni in abitazioni private. Serviranno almeno 4 mesi forse per effettuare i lavori e avere le necessarie certificazioni. Poi? Con contratti firmati, sistemazioni trovate, quei migranti torneranno nell'hotel? O ne arriveranno di nuovi? Timori infondati?