La seconda aggressione consumata nei dintorni delle autolinee nel giro di una settimana testimonia un nuovo fermento negli ambienti dello spaccio, quello al dettaglio, gestito nel quartiere popolare "Nicolosi" con l'impiego di manovalanza straniera. Anche questa volta, sabato sera, la vittima dell'agguato è un cittadino nordafricano, ma i toni si sono fatti più aspri: un tunisino di 38 anni è finito in ospedale con gravi ferite, provocate dai colpi inferti con un coltello. Nella circostanza precedente un marocchino era stato picchiato a sangue nei pressi di un locale in via Villafranca e la polizia aveva trovato un coltello a terra. L'allarme l'altra sera è scattato dopo le ventuno, quando qualcuno tra i passanti ha notato la zuffa a bordo strada, in via Romagnoli. Si trattava in realtà di un'aggressione, consumata da parte due uomini rimasti sconosciuti: all'arrivo delle pattuglie della Squadra Volante c'era solo la vittima sanguinante, trasportata d'urgenza in ambulanza presso il pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Goretti, dove i medici hanno tenuto in osservazione lo straniero prima di sciogliere la prognosi. Non viene considerato grave, visto che ha persino camminato e parlato con i poliziotti prima del ricovero, ma le ferite riportate hanno comunque consigliato tutte le cautele del caso: due fendenti lo hanno colpito al torace, sul fianco sinistro, mentre un terzo meno profondo al collo, sullo stesso lato del corpo. Sull'episodio gli investigatori hanno maturato più di un sospetto. Il primo riguarda il fatto che la vittima sostiene di non conoscere i suoi aggressori: molto probabilmente ha paura di fornire le loro generalità e non è detto che fossero stranieri. Tra l'altro nessun testimone li ha saputi riconoscere perché indossavano i cappucci delle felpe. Altro aspetto da chiarire resta il punto esatto dove si sono svolti i fatti: lo straniero è stato molto elusivo e sembra che, prima di essere soccorso, si sia spostato più volte, forse per disfarsi di qualcosa che aveva con sé. Resta quindi da chiarire il movente, ma le indagini della Questura sembrano indirizzate proprio verso gli ambienti dello spaccio. Lo suggerisce soprattutto il curriculum da spacciatore che il tunisino vanta. Del resto le figure come quelle del nordafricano ferito sabato sera sono emblematiche di un luogo come il quartiere "Nicolosi". Uno di quegli immigrati che si aggirano per i vicoli del rione a piedi oppure in bicicletta, senza uno scopo apparente: sono i fantasmi sfruttati dai narcotrafficanti per custodire e consegnare la droga ai clienti. Soprattutto hascisc, ma anche eroina e cocaina che in molti casi viene custodita nei cortili tra le palazzine popolari di fondazione. I cinofili di solito ne fiutano tra i cespugli oppure sotto i muretti, ma anche nelle cassette della rete di distribuzione delle utenze.
Proprio il tunisino accoltellato in via Romagnoli era stato arrestato a metà dicembre in circostanze del tutto particolari, ma ricorrenti da quelle parti: era un sabato pomeriggio e una pattuglia della polizia stava controllando un'auto sospetta in via Grassi quando lo straniero, passando in via Corridoni in bicicletta, alla loro vista era scappato, senza che neppure che gli intimassero l'alt per un controllo. Prima di essere bloccato in via Giulio Cesare, la strada che separa proprio il "Nicolosi" dalle autolinee, era riuscito a disfarsi di un involucro andato perduto, ma era stato comunque trovato in possesso di una trentina di grammi di hascisc che gli erano costati l'arresto.