Arriva la primavera, le giornate si allungano e la partitella di pallone si organizza subito: basta un piazzale e degli oggetti per fare le porte. E' così da sempre, qualcosa che non soccombe all'era moderna e digitale. E a Terracina questo pomeriggio è capitato proprio questo. La comitiva di giovani che stazionano in Largo Capitanerie di Porto, area pedonale adiacente la Pineta, ha cominciato a calciare il pallone. Sono quei passaggi ormai classici, che anticipano la sfida all'ultimo tiro. Stavolta però devono averla sollecitata alcuni ragazzi africani, appoggiati alla ringhiera ad osservare. Si leggeva nei loro occhi una incontenibile voglia di giocare. Qualcuno deve averla colta perché a un certo punto la partita ha avuto inizio, giovani terracinesi contro giovani africani, chi del Senegal, chi della Guinea, tutti, indistinatamente tra i 17 e i 19 anni. Non sono mancati, come si conviene alla partitella, gli sfottò tra l'una e l'altra squadra. Tutto nel rigoroso rispetto dello sport. Una bella scena, da incorniciare. Un pallone, una piazza e se possibile il mare. E' la partitella della felicità, quella che cancella i problemi, le distanze. Quella che è scattata nel film Mediterraneo, di Gabriele Salvatores, nel bel mezzo della guerra. Le migliori. Le partitelle di primavera.