Sono oltre dieci i sequestri preventivi di targhe e di documenti di circolazione notificati agli ignari acquirenti della autovetture ricadenti nella partita oggetto di indagine per la frode con le auto. Una partita di queste auto infatti è stata acquistata da un noto rivenditore di auto di Formia. L'inchiesta in questione rientra nell'ambito di un'operazione portata a termine dalla Sezione operativa territoriale di Pomezia dell'Agenzia delle Dogane, con il supporto operativo della Guardia di finanza della Compagnia di Nettuno e il coordinamento della Procura della Repubblica di Velletri. Tre persone di Anzio e Nettuno - gli amministratori di fatto delle società coinvolte e un commercialista - sono finite agli arresti domiciliari un paio di mesi fa. Venne accertato un giro di acquisti di autovetture da fornitori dell'Unione Europea e nazionali, in totale evasione dell'imposta sul valore aggiunto. La frode, secondo gli accertamenti, secondo gli inquirenti l'organizzazione, con sede ad Anzio, disponeva di una società ‘vetrina' attraverso la quale le autovetture venivano ordinate e vendute e di alcune altre società ‘cartiere' che procedevano agli acquisti delle autovetture da fornitori europei e nazionali. Il tutto gestito all'interno di una sede, sconosciuta all'amministrazione, dove è stata rinvenuta copiosa documentazione delle società coinvolte che sono state utilizzate nel tempo con la stessa funzione di cartiere. Venivano inoltre prodotte dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Autocertificazioni, queste, che erano sconosciute a coloro che avevano acquistato le auto e che, adesso, potrebbero trovarsi nella condizione di non poter circolare col proprio veicolo fin quando non regolarizzeranno la propria posizione: infatti, i funzionari doganali hanno sequestrato 268 targhe e le relative carte di circolazione alla direzione generale della Motorizzazione. Una partita di queste auto è stata acquistata dal rivenditore formiano. Gli acquirenti delle auto in questi giorni si sono visti notificare dal gip di Velletri un decreto di sequestro preventivo. Il giudice ha invitato i proprietari a restituire targhe e carte di circolazione. Un vero choc per gli ignari acquirenti che si sono dovuti rivolgere ai propri legali e provvedere entro i termini indicati (quindici giorni) a produrre la documentazione che provasse la regolarità dell'acquisto fatto. Alcuni dei clienti, sentendosi truffati, stanno pensando di denunciare il titolare della concessionaria