Piccoli passi avanti per rendere fruibile la banchina di Rio Martino ai pescatori professionisti. Dopo la protesta di una settimana fa per ribadire le condizioni precarie in cui i venti titolari dei pescherecci sono costretti a lavorare, si fa più chiaro il quadro della situazione nel porto canale. In specie i pescatori hanno strappato l'impegno a rendere trasparenti i motivi per i quali l'amministrazione provinciale, che è stazione appaltante del progetto, non ha ancora potuto rendere esecutivo il collaudo delle opere e dunque accordare l'accesso alla banchina. Quella parte del lotto realizzato nell'ambito di una più ampia riqualificazione del porto canale di Rio Martino non ha ancora i servizi basilari, ossia la fornitura di acqua ed energia elettrica, non è vigente il servizio di raccolta dei rifiuti e, soprattutto, non è stato consegnato il certificato sulle condizioni di sicurezza della banchina.
Un ostacolo non di poco conto, poiché non solo si tratta dell'opera più importante di tutto il complesso ma anche dell'unico modo che i pescatori hanno per portare avanti le attività in sicurezza. Attualmente le operazioni di scarico del pescato avvengono infatti al di fuori di qualunque garanzia. Teoricamente il collaudo della banchina doveva essere pubblicato e comunicato ai pescatori pochi giorni dopo la consegna dei lavori del secondo lotto, che sono stati dichiarati ultimati ufficialmente il 23 novembre scorso. Da allora sono cominciati i guai oltre che i ritardi. L'amministrazione comunale di Latina si è dichiarata disponibile ad intervenire in surroga per colmare, in via temporanea, una parte delle lacune, per esempio la fornitura di acqua potabile con autobotti.